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Il Qatar “confessa”: gli Usa ci hanno usato per destabilizzare la Siria

by Ada Oppedisano
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Al-Thani-ObamaLondra, 5 mag – L’ex primo ministro del Qatar, Sheikh Hamad Bin-Jaber al-Thani, rivela alcune scomode verità sul conflitto siriano al Financial Times, durante un’intervista tenuta in un lussuoso hotel londinese di sua proprietà.

Primo ministro dal 2007 al 2013 e ministro degli affari esteri dal 1992 al 2013, racconta di come il Qatar abbia influito in maniera non indifferente nell’ambito della crisi siriana, a partire dal 2012: “Quello che in realtà è accaduto in Siria, non è stata una rivoluzione, ma una disputa internazionale tra potenze mondiali”. Sottolinea come gli Stati Uniti abbiano preparato la strada a Qatar e Arabia Saudita per un ingresso in campo nello scacchiere siriano: “Ti dirò quello che non è mai stato detto” ribadisce “quando abbiamo iniziato ad interferire negli affari politici siriani eravamo quasi certi che il Qatar avrebbe assunto la leadership a causa di una certa riluttanza da parte dei sauditi per quanto riguarda l’intervento nel paese. Ma la situazione è cambiata quando la monarchia saudita ha deciso di prendere parte in maniera diretta nel conflitto, chiedendoci di limitarci ad un intervento di secondo piano. Questo ha portato ad una competizione tra noi e loro nel supporto più accanito a questa “rivolta” siriana”.

14615866731Queste confessioni senza precedenti portano una diversa prospettiva per la storia del conflitto siriano, in grado di guastare la vecchia storiella raccontata dalle autorità saudite e statunitensi: i vecchi proclami secondo cui quella siriana fu una rivoluzione, Bashar al Assad sta uccidendo il suo popolo,  l’Iran è l’unico elemento di instabilità nella regione, l’opposizione siriana è dalla parte della ragione e gli “alti commissari” sono determinati nel trovare una soluzione politica a Ginevra, sono stati, nella pratica, smascherati come fandonie dallo stesso ex primo ministro qatariota.

Quali saranno le conseguenze di queste affermazioni? L’intervista, pubblicata il 15 aprile, è passata sotto il silenzio più assordante dei media mainstream, mentre la Siria brucia in un conflitto che in cinque anni ha visto morire circa 400 mila persone per causa di “una disputa internazionale tra potenze mondiali”, come affermato da al-Thani. Altro che rivoluzioni e “primavere arabe”.

Ada Oppedisano

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1 commento

ranio 7 Maggio 2016 - 1:14

In realtà questo figuro inqualificabile conferma il segreto di pulcinella. Se il tribunale penale internazionale non esercitasse una parodia di giustizia, lui e i suoi padroni quatarioti sauditi americani ed europei dovrebbero esservi trascinati in catene per rispondere di fronte all’umanità dei loro crimini. Chissà se un giorno non dovranno pagare di fronte al tribunale di Dio

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