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Roma, 1 apr — Se sei un maschio etero e cisgender non solo sei un potenziale stupratore fin da piccolo — se già non hai inavvertitamente violentato qualche tua coetanea  — ma devi pure affrettarti a fare ammenda per gli stupri commessi da altri uomini, dall’alba dei tempi fino ad oggi, 1° aprile del 2021. Se sei maschio ha il germe della colpa incistato nel tuo Dna, così come possiedi quello dello schiavismo se sei bianco. E quindi devi scusarti con i neri per colonialismo, oppressione delle minoranze, eccetera.



Niente di nuovo sotto il sole, ormai siamo ben consci di come funziona il meccanismo del ricatto morale a firma del pensiero unico. Se non fosse che queste continue richieste di «fare ammenda» si estendono a fasce di età sempre più basse, fino ad arrivare a pre adolescenti. A cui viene chiesto di «scusarsi» per gli stupri e le violenze di uomini adulti lontani anni luce dalla loro orbita sociale.

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In Australia studenti si devono scusare per gli stupri commessi dagli uomini

E’ quanto successo in Australia, Brauer College di Warrnambool, nel sud-ovest del Paese, dove la direzione dell’istituto, nel corso di un’assemblea, ha obbligato gli alunni maschi ad alzarsi in piedi e chiedere scusa alle compagne di classe per le aggressioni sessuali commesse dal genere maschile. L’iniziativa ha suscitato un’ondata sdegno tra i genitori degli studenti, furibondi per l’indegno teatrino.

Bufera sull’assemblea scolastica

«Quel giorno non c’ero, ma conosco persone che erano presenti e che si sono sentite in colpa per qualcosa che non hanno fatto», ha riferito al Daily Mail uno studente, aggiungendo: «Ci sono altri modi per affrontare la questione dell’educazione al consenso sessuale nelle scuole». Criminalizzare i ragazzi ed etichettarli come potenziali stupratori non è uno di questi. Gli fa eco la madre: «Quello che hanno fatto ai ragazzi è stato etichettarli e classificarli nella stessa categoria degli stupratori». Per di più senza informare i genitori delle modalità in cui si sarebbe svolta l’assemblea.

Un’altra madre, Rebecca Croft, afferma di aver chiamato immediatamente la scuola per esporre le proprie lamentele. «Ero assolutamente inorridita dal fatto che i miei figli sono stati costretti ad alzarsi in piedi e chiedere scusa per reati che non hanno commesso. Mio figlio di 12 anni non ha ancora un’idea di cosa sia lo stupro, e gli è stato chiesto di scusarsi e non capisce perché».  «Ci hanno detto di alzarci e di rivolgerci a una ragazza della nostra classe e di chiedere scusa», ha riferito un alunno. «Non penso che sia giusto essere aggrediti sessualmente. Ma mi sentivo un po’ sotto pressione. Doversi alzare in piedi, e se non lo fai ti devi sentire una persona cattiva».  

Cristina Gauri

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2 Commenti

  1. Far scusare qualcuno per qualcosa che non ha fatto è gravissimo. A maggior ragione se è un ragazzino che può rimanere “segnato”. Detto questo:
    Un certo nazifem.. da tempo attacca continuamente il maschio etero occidentale.
    Mentre succede questo però, il maschio afro o islamico risente “mediamente” molto meno di questa influenza, anche perchè in altre “realtà”, questa tendenza è meno diffusa. Intanto, il maschio occidentale è sempre più indebolito(già si è determinato un calo di nascite, un alto numero di sucidi maschili, l’aumento anche in occidente del cosiddetto fenomeno hikikomori etc.. mentre gli africani continuano a crescere di numero in maniera impressionante.. Ci sarebbe da riflettere su cosa sta succedendo.
    In molti film della nuova era nazi-fem Nflx e compari, fanno spesso vedere personaggi fem-lgbtx dominanti e personaggi maschili occidentali umiliati, colpevolizzati e costretti a scusarsi per cose che non hanno fatto, così la propaganda continua anche quando i ragazzini guardano la televisione(non generalizzo su tutte, ma esiste una tendenza che ho notato). Io ho cancellato l’abbonamento perchè ho visto che una parte del catalogo seguiva questa scia.. colpevolizzazione dell’uomo bianco.. del “maschio” etero in quanto tale. Molti dovrebbero avere il coraggio di staccarsi almeno da alcune multinazionali che fanno “breccia” su queste cose, per far soldi.. che poi vengono imitate anche a scuola(come in questo caso). Per non parlare di dati farlocchi: tipo statistiche su presunte violenze che si basano su domande del tipo: “lui ha mai criticato il tuo modo di vestire o cucinare?” e una donna che risponde si, la stessa che magari ha criticato 4000 volte il marito per gli stessi motivi, si trova “volontariamente o meno” calcolata nel numero delle “vittime”. Insomma.. la propaganda di colpevolizzazione è variegata..sarebbe lungo parlarne. Sono solo esempi.

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