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afd meclemburgoBerlino, 4 set – Se gli exit polls fossero confermati, si tratterebbe di una storica affermazione. Nessuna vittoria, ma vedere il partito che da 11 anni guida la Germania superato “in casa” produce un certo effetto. Niente vittoria, perché il governo dello stato federato del Meclemburgo-Pomerania rimane in mano all’Spd, sia pur in coalizione con la Cdu; “in casa” perché la regione è quella in cui Angela Merkel fu eletta per la prima volta al Bundestag. Proprio qui, da dove la carriera del premier è cominciata, Alternative für Deutschland (Afd) sembra poter segnare il primo risultato definibile storico della sua breve ma intensa esistenza.



Stando ai sondaggi relizzati fuori dai seggi, il partito di matrice nazionalista e anti-euro avrebbe conquistato oltre il 21% dei consensi. Una valanga di voti separerebbe l’Afd dalla Spd, che ottiene il 30% dei consensi (in netto calo rispetto al 35% di cinque anni fa), ma a saltare agli occhi è il risultato della Cdu, ferma al 20% o poco sotto. “Per Angela Merkel è un tonfo non solo a Berlino ma anche nel suo collegio elettorale”, anche a causa della “sua catastrofica politica sull’immigrazione”, ha spiegato la leader dell’Afd, Frauke Petry. Il Meclemburgo-Pomerania è un Land di scarse dimensioni, che con un milione e mezzo di abitanti si colloca fra i più piccoli della Germania. Nonostante questo – e visti anche i sondaggi in continua evoluzione – l’Afd sembra in grado di poter lanciare per le elezioni politiche del 2017 la sfida alla Grosse Koalition.

Nicola Mattei

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