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Il Regno Unito vuole spedire i clandestini su un’isola dell’Atlantico

by Alessandro Della Guglia
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Roma, 8 ago – Pugno duro sull’immigrazione irregolare: il governo di Londra fa sul serio e trasferisce i primi 50 clandestini sulla chiatta “Bibby Stockholm”. La grossa zattera è stata posizionata nel porto di Portland, nel sud del Regno Unito, proprio al fine di ospitare coloro che entrano illegalmente nel Paese. E’ lunga 91 metri, larga 27 e alta come un palazzo di tre piani, ed è stata noleggiata dal governo britannico per 18 mesi, può ospitare fino a 500 persone.

Come il Regno Unito intende spedire i clandestini su un’isola dell’Atlantico 

L’esecutivo britannico parla di richiedenti asilo “illegali”, i quali dovranno attendere a bordo di questa chiatta che le loro richieste di asilo vengano esaminate attentamente. Intanto, come detto, le prime 50 persone sono state portate sulla “Bibby Stockholm”, tra le proteste delle associazioni di sinistra.  Il ministro dell’Interno, Sarah Dines, aveva già annunciato alla Bbc che le persone che arrivano nel Regno Unito con mezzi non autorizzati dovrebbero avere “una sistemazione di base ma adeguata” e che “non possono aspettarsi di stare in un hotel a quattro stelle”.

Ma non è tutto, perché il governo di Londra ha in mente anche altre soluzioni decisamente più drastiche. L’ormai celebre “piano Ruanda” è fermo a causa soprattutto dei costi giudicati troppo alti, ma avanza l’ipotesi di trasferire i clandestini sull’isola di Ascensione, in pieno Oceano Atlantico. L’isola fa parte del territorio britannico d’oltremare di Sant’Elena, Ascensione e Tristan da Cunha. Il progetto in questione, stando a quanto riportato dal Guardian, è stato già discusso da ministri e funzionari del Regno Unito. Obiettivo: frenare gli sbarchi.

“Stiamo esaminando tutte le possibilità”, ha dichiarato il ministro dell’Interno Sarah Dines a Times Radio. “Dobbiamo ridurre il fattore di attrazione delle bande criminali illegali che portano migranti in questo Paese, sostanzialmente abusando del sistema”.

Alessandro Della Guglia

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