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Roma, 25 nov – Repubblica ha finalmente scoperto l’acqua calda: non vi sono prove di attacchi chimici sferrati da Bashar Assad contro la popolazione siriana. A dirla tutta, come già avevamo spiegato su questo giornale, non c’è mai stato neanche lo straccio di un indizio a riguardo e le accuse al governo di Damasco di averne sferrato uno devastante a Douma si erano già rivelate delle clamorose fake news. E dire che la gran parte dei media italiani aveva rilanciato queste accuse in pompa magna, senza neppure ricorrere al cauto e sempre saggio condizionale.

Il presunto attacco chimico scatenò una profonda reazione internazionale e si dette la colpa al presidente Bashar al-Assad. Ora, però, la lettura di quell’episodio potrebbe cambiare”. Così ieri Repubblica spiegava ai lettori che qualcuno probabilmente ha sbagliato a incolpare il presidente siriano. Peccato che proprio Repubblica sia stato uno dei principali megafoni di questa pantomima, una “profonda reazione internazionale” che, come adesso ammesso dallo stesso quotidiano al tempo fortemente indignato, portò alla serie di bombardamenti lanciati da Stati Uniti, Francia e Inghilterra. Si tratta dunque di una tardiva ammissione.

L’ammissione di Repubblica

“Da subito, infatti, si dette la colpa al regime di Assad, senza neanche aspettare l’indagine scientifica dell’Opac, l’Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche, l’organismo tecnico internazionale che vigila sul rispetto della Convenzione sulle armi chimiche. Ora, però, la verità su Douma potrebbe essere riscritta. Una mail interna all’Opac, ottenuta da WikiLeaks e condivisa con il nostro giornale, lascia affiorare le perplessità di un ispettore dell’Organizzazione che nel 2018 partecipò all’indagine”.

E’ quanto scritto ieri da Repubblica, che ad esempio proprio ad aprile 2018 rilanciava con una certa enfasi la il “gesto simbolico” invocato da Roberto Saviano: fotografarsi coprendosi naso e bocca con la mano contro l’uso dei gas come arma mortale. Ecco, oggi probabilmente qualcuno dovrebbe iniziare a chiedere scusa per aver prestato il fianco alla diffusione di un coacervo di fake news e buffonate che alimentavano fake news.

Eugenio Palazzini

2 Commenti

  1. che ipocriti falsi come giuda……
    si sapeva fin da subito che l’accusa contro assad era costruita a tavolino
    dagli usa (e getta).
    dovunque sulla rete ne parlavano…
    non c’erano prove che lo accusavano,c’era solo la parola di
    gente che era in guerra CONTRO di lui.
    gente che ha cercato di fomentare l’odio internazionale
    pur di avere carta bianca…
    esattamente quello che han fatto con le fiale all’antrace di powell,che aveva l’anima marcia
    esattamente come i suoi mandanti:
    la politica internazionale è sempre stata una cosa sporca…
    ma gli americani l’anno fatta diventare una cosa cosi così lebbrosa che
    le nostre tre mafie messe insieme al confronto sono un collegio di educande virginee,
    brusca incluso:
    basta paragonarlo alla condoleza rice e si vede subito la differente stazza demoniaca.

    e questi vorrebbero essere il “primo”
    paese del mondo?
    ma se non sanno nemmeno da che parte si comincia,ad essere un paese civile….

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