Roma, 11 set – Sono passati 25 anni da quando il Ruanda è stato vittima di una sanguinosa guerra civile che ha causato milioni di morti e costernazione in tutto il mondo per la sua brutalità. Da allora, tuttavia, molto è cambiato. Sotto la direzione di Paul Kagame il Ruanda ha infatti superato questo periodo buio e iniziato un percorso di crescita che lo pone tra i Paesi a più alto sviluppo economico a livello mondiale.

La forte crescita del Ruanda

L’operato di Kagame è stato criticato da molti per via di un regime autoritario più simile a quello di una dittatura ma, paradossalmente, il suo pugno di ferro ha garantito una certa stabilità che ha dato agli investitori abbastanza fiducia. E i risultati iniziano a vedersi.
Da diversi anni ormai il Ruanda ha una forte crescita e i dati recenti rilasciati dalla banca centrale sottolineano come, nel primo trimestre del 2019, il Paese abbia registrato una crescita dell’8,4%. Le esportazioni sono cresciute del 7,5% passando da 537,3 milioni di dollari nel primo trimestre del 2018 a 577,8 milioni di dollari nello stesso periodo del 2019. L’unica nota stonata è il deficit della bilancia commerciale, aumentato del 27,7% a 767,92 milioni, dovuto principalmente alla forte domanda di capitale e beni intermedi per la costruzione di infrastrutture. Come risultato la moneta del Ruanda si è deprezzata rispetto al dollaro del 2,2% ma questo non ha causato problemi al suo sistema bancario che rimane solido.
I dati dimostrano che con i giusti incentivi anche nazioni vittime di guerre civili come il Ruanda possono crescere e danno speranza a tutti gli altri Paesi africani alle prese con guerre e instabilità politica. Nessuno, un quarto di secolo fa, avrebbe immaginato che il Ruanda potesse svilupparsi a questi livelli. Ancora molto resta da fare per ridurre la povertà che in Ruanda rimane su livelli alti, ma è iniziato un percorso di crescita che sta già dando i suoi frutti e ancora di più ne darà negli anni a venire.
Giuseppe De Santis

2 Commenti

  1. Bell’articolo! L’unica cosa da precisare è che ciò che avvenne lì nel 1994 non era una guerra civile ma un genocidio contro i Tutsi, per mano degli Hutu!

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