Parigi, 23 apr – Gli echi del disastroso rogo della cattedrale di Notre Dame si sono ormai spenti, ma le chiese di Francia continuano a bruciare. Vi è una stranissima epidemia di “guasti elettrici” o “autocombustioni” che sta investendo i luoghi di culto cattolici d’oltralpe: Saint-Sulpice, Saint-Alain de Lavaur, Saint-Jacques a Grenoble, Angoluême, Saint-Jean du Bruel, Villeneuve d’Amont sono soltanto alcuni dei nomi delle chiese che hanno misteriosamente preso fuoco nell’ultimo anno. Ma la lista è ancora lunga e per ognuno di questi “incidenti” è sempre subito pronta una giustificazione confezionata ad hoc. Di pari passo si allunga l’elenco dell’altrettanto peculiare ondata di profanazioni e vandalismi che percorre il suolo francese da nord a sud.

Ad esempio, i 670 abitanti del piccolo villaggio di Saint-Julien-de-Cassagnas, situato a nord di Alès (Gard), si sono svegliati il lunedì di Pasquetta contemplando nel proprio cimitero la profanazione di circa sessanta tombe. Secondo il quotidiano online Le Parisien, questo era infatti il numero di croci rovesciate o distrutte da ignoti vandali nella notte di domenica. Altre sono state spostate, altre ancora disposte in modo inusuale. L’individuo – o gli individui – responsabili di questi atti di vandalismo sono attivamente ricercati dai gendarmi della Brigata Ales. Per cercare di raccogliere quanti più indizi possibili, le forze dell’ordine erano presenti lunedì mattina sul luogo della profanazione. Nel pomeriggio della domenica di Pasqua, invece, è inspiegabilmente scoppiato un incendio nel presbiterio di una chiesa del XVIII° secolo nel centro del paese di Eyguières, nel nord del delta del Rodano. Il fuoco è divampato danneggiando i mobili senza provocare però alcun danno strutturale, questo grazie anche al tempestivo intervento dei vigili del fuoco e della gendarmeria. Un uomo di 40 anni è rimasto intossicato dai fumi.


Cristina Gauri

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