Roma, 10 mar — Mentre noi ce la prendiamo con Dostoevskij, i direttori d’orchestra e gli studiosi russi, la Russia decide di farsi restituire tutte le opere d’arte prestate alle nostre mostre e fondazioni.  

La Russia ci chiede tutte le opere prestate 

Arriva così dall’Ermitage di San Pietroburgo l’ultimatum a tutte le istituzioni estere affinché riconsegnino statue e dipinti di inestimabile valore che il museo aveva concesso in prestito. In particolare, il museo chiede la cessazione dei prestiti artistici concessi per le mostre a Palazzo Reale di Milano e alle Gallerie d’Italia. «Quando un proprietario chiede la restituzione delle proprie opere, queste devono essere restituite», è stato il commento il ministro della Cultura, Dario Franceschini, annunciando a margine che saranno sospese «con effetto immediato» tutte le attività relative all’iniziativa Anno incrociato dei musei Italia-Russia. Da oggi, l’Italia — come inesorabilmente accade da giorni — perde un altro pezzo di cultura. 

«In base alla decisione del ministero russo della Cultura tutti i prestiti in essere devono essere restituiti dall’estero alla Russia» e «l’Ermitage è un museo statale che dipende dal ministero della Cultura». Lo ha scritto il direttore del museo di San Pietroburgo Mikhail Piotrovsky in una lettera indirizzata al direttore di Palazzo Reale a Milano Domenico Piraina e al presidente di Skira editore Massimo Vitta Zelman a corredo della richiesta di riavere le opere prestate per la mostra su Tiziano. «Dobbiamo riprendere le opere dell’Ermitage che sono esposte a Palazzo Reale nella mostra Tiziano e l’immagine della donna». Nella richiesta è specificato che l’Italia dovrà predisporre l’imballaggio di quadri e statue. «Il nostro agente di trasporto si occuperà di tutte le disposizioni necessarie. Capisco perfettamente che questa decisione vi creerà grande dispiacere e inconvenienti e spero nella vostra comprensione».

Quali sono le opere interessate

Le opere interessate sono due olii su tela prestati a Palazzo Reale: si tratta della Giovane donna con cappello piumato (1534-1536) di Tiziano e di Giovane donna con vecchio di profilo (1515-1516) di Giovanni Cariani. Per quanto riguarda la mostra (in collaborazione con l’Ermitage) alle Gallerie d’Italia dal titolo Grand Tour. Sogno d’Italia da Venezia a Pompei, sono 23 i quadri da restituire. A queste si accoda la Fondazione Fendi di Roma a cui è stata chiesta la restituzione di Giovane donna di Picasso, mai stata esposta in Italia.

Cristina Gauri

 

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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