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itttttMosca, 23 apr – Un decreto firmato due giorni fa dal presidente russo Vladimir Putin riabilita tutte le etnie che in Crimea hanno subito le repressioni e le deportazioni da parte di Stalin a partire dagli anni trenta del secolo scorso. Per quanto sul documento non compaiono gli italiani, una comunità composta oggi da circa 300 persone, secondo quanto riportato oggi dal Corriere della Sera il Cremlino è intenzionato a includere tra i beneficiari del decreto anche i neo-cittadini russi di etnia italiana, i quali riceveranno gli incentivi previsti dalla legge 1761/1 del 18 ottobre 1991, che prevede misure specifiche per le “vittime delle repressioni politiche”.

Non solo i tatari quindi ma anche i nostri consanguinei riceveranno indennizzi e la restituzione dei beni, anche immobiliari qualora non siano stati distrutti, confiscati ai tempi dell’Unione Sovietica. Al momento permane un certo scetticismo tra le minoranze che popolano la Crimea, considerando che a partire dall’indipendenza ucraina non hanno ottenuto alcun risarcimento, ma la notizia è comunque positiva.

Il nucleo più consistente di italiani risiede nella città di Kerč, giunti nella penisola bagnata dal Mar Nero a partire dagli inizi dell’Ottocento soprattutto dalla Puglia per lavorare la terra e dedicarsi alla pesca. Negli anni venti e trenta gli italiani subirono la collettivizzazione forzata e coloro che si rifiutarono di aderire alle idee dei rifugiati antifascisti provenienti dal nostro Paese, impiegati dai sovietici per “rieducare” i loro compatrioti, furono in gran parte arrestati o costretti a lasciare il paese. Tra il 1935 e il 1938 gli italiani subirono inoltre le purghe staliniane e in molti casi, accusati di spionaggio in favore dell’Italia fascista e di attività controrivoluzionaria, vennero fatti sparire nel nulla.

Il decreto varato da Putin potrebbe, per quanto dal punto di vista strettamente economico, avviare un parziale risarcimento dei danni subiti dagli italiani. Intanto va registrato il valore simbolico di questo atto, che è sicuramente notevole e senza precedenti.

Eugenio Palazzini

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