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Un Mig-29K sul ponte di volo della Kuznetsov
Un Mig-29K sul ponte di volo della Kuznetsov

Mediterraneo orientale, 15 nov – Le Forze Armate russe hanno lanciato una nuova operazione su larga scala contro obiettivi dell’Isis in Siria. E’ quanto si legge in un comunicato stampa della Tass di oggi, e per la prima volta nella storia della Russia è entrata in azione anche la componente aerea imbarcata facente parte dello stormo composto da 10 Sukhoi Su-33 “Flanker D” e 4 Mig-29K “Fulcrum D” in forza sulla portaerei Kuznetsov.

L’attacco, diretto verso le province siriane di Homs e Idlib, è iniziato tra le 10:30 e le 11 di questa mattina, come riferisce lo stesso Ministro della Difesa Sergey Shoigu: “Gli attacchi hanno come bersaglio depositi di munizioni e centri di addestramento (di al-Nusra n.d.a.) e anche impianti per la produzione di varie armi di distruzione di massa”. Il Ministro Shoigu ha poi puntualizzato come in almeno un paio di occasioni siano stati usati aggressivi chimici da parte dei terroristi contro le truppe siriane “Voi sapete che abbiamo inviato un numeroso gruppo di truppe NBC in Siria per determinare quali agenti chimici i terroristi stiano usando. Nelle settimane passate li hanno usati un due casi: nel primo 27 persone sono state ricoverate in ospedale e 3 sono morte, nel secondo 30 persone sono state ricoverate”.

La portaerei Kuznetsov rappresenta la punta di diamante della Flotta Russa: unico esemplare di nave di tale tipo in servizio è lunga poco più di 300 metri per un dislocamento di circa 55mila tonnellate di stazza lorda, cosa che la rende una via di mezzo tra la nostra nave Cavour (244 metri per 25mila tonnellate) e le portaerei americane classe Nimitz (333 metri per 100mila tonnellate). La componente imbarcata della Kuznetsov è ancora rappresentata, al pari delle sue sorelle occidentali, da aerei di 4 generazione e per il momento non se ne prevede la sostituzione con velivoli più moderni, come invece sta avvenendo e avverrà a breve con l’ingresso in servizio dell’F-35. E’ notizia di ieri, inoltre, che un velivolo tipo Mig-29K imbarcato sulla Kuznetsov è andato perso durante una missione di addestramento: l’aereo è precipitato in mare durante l’avvicinamento alla portaerei, probabilmente per un guasto meccanico, ma il pilota si è salvato catapultandosi fuori dall’abitacolo e venendo prontamente recuperato da un elicottero SAR. Quest’incidente ha ridotto di un quarto la capacità della componente imbarcata russa di effettuare bombardamenti di precisione in quanto il Mig-29K è l’unico aereo imbarcato capace di questo tipo di operazioni, che il Su-33 non ha.

Il gruppo da battaglia di scorta alla Kuznetsov è anche entrato in azione effettuando lanci di missili da crociera “Kalibr” dalla “Admiral Grigorovich”, capostipite della classe omonima di fregate di fabbricazione russa. Non si hanno notizie sull’esito dei bombardamenti né sul numero di sortite effettuate dalla componente aerea imbarcata ad ala fissa. La guerra al Califfato condotta dalla Russia è sicuramente un banco di prova molto importante per i nuovi armamenti e per la stessa componente aerea imbarcata, la quale, per il suo esiguo numero di velivoli e soprattutto per l’unicità del vettore navale, rappresenta più un costoso spot promozionale che una reale minaccia per l’Isis, nonostante l’impiego di una portaerei, seppur di medio tonnellaggio come la Kuznetsov, dia più flessibilità alle Forze Aeree russe rispetto alla base di Latakia o alle missioni dei bombardieri strategici che partivano dal territorio russo.

Paolo Mauri

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