Mosca, 5 marzo – Oltre 100 balene, tra orche e beluga, sono rinchiuse, alcune dallo scorso luglio, all’interno di stretti recinti nella baia di Srednyaya nella costa orientale russa, a circa 200 chilometri da Vladivostok. E’ il più grande numero di animali marini mai detenuto all’interno di gabbie temporanee. Gli esperti fanno notare che questi mammiferi marini vengono venduti agli acquari cinesi, nonostante per legge possono essere catturati unicamente a scopo scientifico. In Cina infatti è possibile guadagnare migliaia di milioni di dollari grazie alla cattura di questi animali.

All’interno di questi piccoli recinti ci sono 11 orche, 5 piccoli trichechi e ben 90 piccole beluga, 15 delle quali sono ancora neonate e ancora completamente dipendenti dalle madri. Queste piccole creature dovrebbero essere costantemente vicini alle mamme e la cattura di questi cetacei è proibita. L’esportazione e la vendita di mammiferi marini provenienti da queste gabbie non è consentita. La situazione al momento è molto difficile poiché mentre le autorità stanno cercando chi ha imprigionato questi animali, i piccoli cetacei corrono un grave rischio per la loro vita dal momento che non hanno ricevuto abbastanza latte materno e potrebbero quindi non sopravvivere all’inverno.

Le urla di protesta contro questo ‘gulag’ di animali protetti, si levano alte anche in Italia dove, oltre alle associazioni ambientaliste che vanno da Green Peace fino alla Foresta che Avanza, sul web sta raccogliendo oltre 150mila firme virtuali la petizione lanciata su Change.org per salvare questi stupendi mammiferi. La sottoscrizione italiana è stata rilanciata  dall’attivista Anastasia Ivanova in accordo con il ministro dell’Ambiente e delle Risorse Naturali della Federazione Russa, Dmitry Kobylkin, il governatore del Primorsky krai, Oleg Kozhemyako, e il rappresentante speciale del Presidente della Federazione Russa sulle questioni ambientali, Sergey Ivanov.

“Chiediamo di liberare subito queste balene e di immetterle nuovamente nel loro habitat naturale”, questo l’appello sostenuto anche dai famosi attori Leonardo Di Caprio e dalla bellissima Pamela Anderson, da sempre impegnatissima nelle lotte in difesa di animali e natura. “Chiediamo di liberare le beluga e darle in custodia a personale competente che possa nutrirle e curarle e quindi liberarle nel loro habitat naturale”.

Tra il personale competente troviamo anche Jean-Michel Cousteau, il famoso esploratore degli oceani, primogenito dello storico regista e leggendario esploratore dei mari mondiali, che ha chiesto al presidente russo Vladimir Putin di liberare i cetacei, offrendosi di dare assistenza per la loro riabilitazione una volta rilasciati. Il ministro russo Kobylkyn ha affermato in questi giorni che la liberazione dovrebbe avvenire a breve e, il presidente della Commissione sull’Ecologia e la Protezione Ambientale, Vladimir Burmatov, ha dichiarato di aver preso in carico la questione e di fare il possibile per risolverla.

Andrea Bonazza

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