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Santa Lucia diventa un bambino nero. Ma gli svedesi si ribellano

by Davide Di Stefano
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Santa Lucia Svezia immigrazioneStoccolma, 16 dic – La Svezia è in assoluto l’avanguardia mondiale del pensiero unico e del politicamente corretto. E non passa giorno in cui non arrivi una qualche notizia a ricordarcelo. E così dopo i recenti casi, come lo spot in cui si chiedeva di “fare largo ai nuovi svedesi” (e di sostituire i vecchi con gli immigrati) o le leggi che prevedono che venga spalata la neve rispettando la parità dei sessi, ecco ora che una pubblicità di un grande magazzino trasforma la tradizionale Santa Lucia in un bambino nero (di etnia africana per capirci, se ancora si può dire). L’idea dei grandi magazzini Åhléns era quella di mostrare l’immagine della nuova Svezia di oggi, moderna, tollerante e soprattutto etnicamente modificata. Peccato, come riporta il Corriere, “che centinaia di messaggi razzisti e sessisti abbiano trasformato la reclama in una polemica ben lontana dallo spirito nataliazio”.

Del resto quello della Grande Sostituzione dei popoli europei è un “destino ineluttabile” secondo i dettami del pensiero unico, per cui un’innocua, dolce, pubblicità in cui gli stessi creatori ammettono di aver voluto inserire un messaggio “politico” (perché di questo si tratta), non deve essere sottoposta a critiche. Soprattutto il tono  è questo: “state tradendo le tradizioni nordiche in nome di un bieco multiculturalismo“. Apriti cielo, una frase del genere, unita ad altri commenti simili, ha “costretto” i grandi magazzini Ahlens a ritirare la pubblicità. Più che da indignazione la mossa sembrerebbe suggerita da attente strategie di marketing (a voler pensar male), visto che il ritiro della pubblicità per motivi legati al “razzismo” ha decuplicato l’attenzione sulla campagna pubblicitaria.

Svezia Razzismo

La campagna social di solidarietà contro l’odio

Dall’ex campione del mondo di salto in alto Stefan Holm, al ministro della Cultura, Alice Bah Kuhnke, migliaia di utenti non si sono lasciati sfuggire l’occasione di mostrare la propria solidarietà condividendo l’hashtag #JagÄrHär (Io sono qui) lanciato dalla giornalista antirazzista Mina Dennert, la quale ha lanciato delle dure accuse. “Si tratta di razzismo, di discriminazione sessuale, di odio contro la gente. Bisogna dire no!”. Un’enorme pubblicità per i magazzini Åhléns, come dimostra l’intervista rilasciata a LeMonde Linda Soderqvist, responsabile marketing dell’azienda: “Scegliendo un ragazzo e per giunta di colore l’azienda ha voluto mostrare a cosa assomiglia oggi la Svezia. In ogni scuola svedese ci sono bambini con pelle chiara o scura, con capelli lunghi o corti, ragazzi e ragazze che vogliono essere Santa Lucia. Ci aspettavamo delle reazioni, ma non una vera campagna d’odio contro un bambino”, ma la solidarietà ricevuta per la campagna “dimostra che i propagatori di odio questa volta non hanno vinto”.

La festa di Santa Lucia è molto importante in Svezia e in scandinavia in genere, affondando le sue radici e la sua origine in un tempo precedente all’avvento del cristianesimo, legata al culto solare e al Solstizio d’Inverno. Durante le celebrazioni il 13 dicembre i bambini vestono di bianco e cantano le canzoni natalizie a scuola, con le bambine che indossano una corona di candele in testa e un nastro rosso intorno alla vita. Dunque non solo le origini etniche del bambino, ma anche la scelta di vestire un maschio con gli indumenti tradizionalmente associati alle femmine durante questa celebrazione, ha scaturito polemiche. Chi ha parlato di “attacco alle tradizioni nordiche” e ha sottolineato che “il fatto che non si capisca quale sia il sesso del bambino rappresenta una scelta provocatoria contro i costumi svedesi”, ha le sue ragioni. E forse più valide di chi grida al pericolo razzista, probabilmente mosso più da opportunità di marketing che da un’autentica “indignazione buonista”.

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4 comments

sonnynauta 16 Dicembre 2016 - 2:27

Ormai è un matematico dato di fatto, “più buonisti più razzisti, meno buonisti meno razzisti”!
È il buonismo spropositato, a far nascere i nuovi razzisti!
Come fa un paese invaso dagli immigrati a non diventare razzista?

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Francesco Rossi 21 Dicembre 2016 - 8:23

Sembra che si siano messi d’accordo, governi, giornali, tv, pubblicità commerciale, chiesa, per non parlare delle varie associazioni “senza scopo di lucro” più o meno sociali, tutti a farci diventare razzisti. Accendi la TV, parte lo spot pubblicitario e ci vedi africani o asiatici orientali, la chiesa elimina i presepi qua e là per “non offendere altre culture” (ma chi te l’ha chiesto?), l’ANPI e qualche scuola modificano il testo dell’inno nazionale per comprendere anche gli immigrati(fratelli in Italia…siam pronti alla vita). Siamo invasi fisicamente e culturalmente in modo massiccio e questo scatena una naturale reazione di rigetto.
Com’è che non sbarcano in Israele? (sono ricchi, no)

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Bombardiere 17 Dicembre 2016 - 8:56

Un negretto.

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GeertWilders4president 17 Aprile 2017 - 8:48

La Svezia è il paese dei coglioni, e presto ci batteranno anche nell’inciviltà.
A partire dal messaggio politico fuoriluogo sulla pelle di un bambino (si perchè il faccino del ‘santo lucio’ non è il volto goffo di un adolscente, ma il tenero faccino di un bambino che avrà massimo 8 anni), la cosa più disgustosa. Ah, dimenticavo, per gli svedesi non esistono le distinzioni in piccoli e grandi. Gli umani sono tutti uguali.

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