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Berlino, 24 nov – Sembrava non ci fossero santi: i socialdemocratici, ridotti ai minimi termini alle elezioni di due mesi fa, non avrebbero più fatto parte di una “grande coalizione”. Perché, in fin dei conti, ne andava della loro sopravvivenza. Ma, come si suol dire, in politica “mai dire mai”. In queste ore si sta infatti profilando la possibilità di una riedizione della famigerata (e perdente) Große Koalition, cioè il grande inciucio in salsa germanica.



Ad annunciarlo è stato lo stesso Schulz con un cinguettio affidato a Twitter: “In un appello dai toni drammatici, il presidente della Repubblica ha esortato i partiti (Unione e Spd, ndr) al dialogo. A questo noi non ci sottrarremo. Qualora tali consultazioni portassero all’eventualità che la Spd partecipi in qualche forma alla costituzione di un governo, saranno però i membri del partito, tramite votazione, a deciderlo”.

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Pare infatti che i buoni uffici di Steinmeier – una vita nella Spd e ora massima carica dello Stato – siano stati sufficienti perlomeno a smuovere Schulz dalle sue posizioni intransigenti post-voto. Non è detto che le nuove trattative vadano a buon fine, perché i socialdemocratici sanno benissimo che qui rischiano seriamente la morte politica. Ma non si sa mai: la paura di essere bollati come “forza irresponsabile” o l’odore di qualche carica ministeriale potrebbero indurre la dirigenza dell’Spd al salto nel vuoto.

Una nuova grande coalizione, ad ogni modo, è quanto di meglio possano sperare i sovranisti dell’Afd: diverrebbero così la prima forza d’opposizione in parlamento (con annessi vantaggi e privilegi) e potrebbero ben sperare di incrementare i loro consensi, visto che la figura della Merkel immigrazionista e la santa alleanza della “casta partitica” non farebbero che confermare i loro slogan e le loro analisi. Non ci resta quindi che attendere la prossima mossa di Herr Schulz.

Valerio Benedetti

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