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Tripoli, 15 gen – Torna la violenza in Libia. All’aeroporto di Tripoli sono in corso violenti scontri. Fonti mediche inizialmente parlavano di almeno tre morti, tra cui un civile, e 16 feriti, in seguito all’attacco da parte di alcune unità armate al carcere  all’interno dell’aeroporto Mitiga nella zona di Sooq Jumua. Il bilancio dei morti è poi salito a 11 e quello dei feriti da 37. Lo scalo è stato chiuso, i voli dirottati su Misurata e l’intera area evacuata e chiusa al traffico. Scuole e uffici sono stati sgomberati e chiusi, studenti e impiegati fatti tornare a casa.
A scontrarsi, stando a quanto riferiscono media locali, due milizie che fanno capo al governo di Accordo nazionale libico: la brigata del distretto di Tajura e la Special Deterrent Force, (SDF), che è una delle milizie più potenti della città. Il quotidiano Libyan Express afferma che alla periferia di Tripoli sono stati avvertiti colpi “di armi pesanti” e che diverse famiglie sono rimaste intrappolate all’interno delle proprie case nella zona dei combattimenti. Pare che alcuni spari si siano sentiti anche in centro città.
Tutto sarebbe cominciato tra la notte e le prime ore della mattina, quando un gruppo di uomini armati capeggiato da Bashir al-Bugra ha tentato di assaltare la prigione che si trova all’interno dell’aeroporto, controllato dalla SDF, che agisce come unità anti-crimine e anti-terrorismo. Una grossa nube di fumo si è alzata dall’aeroporto mentre erano ancora in corso i combattimenti. Un comunicato delle forze fedeli a Serraj rilanciato dal portale di notizie Al-Wasat spiega che tra gli assalitori vi siano criminali ricercati dalle Forze di deterrenza.
Il reale motivo per cui sono scoppiati gli scontri è ancora da scoprire. Tuttavia, stando a quanto riferiscono alcune fonti ai quotidiani libici, le tensioni tra le due milizie stanno aumentando dopo che la SDF ha arrestato alcuni esponenti della brigata rivale. Le pressioni per il rilascio dei miliziani si sono fatte sempre più insistenti. Già un mese fa i due gruppi si erano pesantemente scontrati.
Anna Pedri
 

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