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Washington, 17 mar – Nell’immaginario collettivo occidentale (e non solo), la California corrisponde ancora a un’immagine patinata di feste sulle spiagge, surf, bella gente e bella vita. Una specie di summa opulenta dell’America felice che ha realizzato il proprio celeberrimo “sogno” in una perenne estate hollywoodiana. Ma a che punto sta il sogno americano oggi, proprio nella sua patria per antonomasia?
È interessante chiederselo proprio perché, mentre sul web circolano sempre più video a testimonianza dell’emergenza che lo Stato in questione sta vivendo, iniziano ad fare capolino i primi segni di sconforto anche da parte dei media e del governo locale: in un editoriale di qualche giorno fa persino il Los Angeles Times si è chiesto “come può funzionare una città con 58.000 senzatetto?”. Il paese infatti, nonostante un lieve miglioramento nei propri bilanci, marcia ancora sul cratere del crack finanziario, e le fila di chi è stato colpito pesantemente dalla crisi degli anni recentemente trascorsi si ingrossano ancora ed ancora.
Guardando indietro nella storia dello Stato, si può ricordare che già nel 1916 si avanzò l’idea di formare una “Commissione sui Matti”, chiedendo di istituire un vero e proprio organo volto a “deportare” presso gli Stati di origine (naturalmente quelli membri della stessa Unione) i cosiddetti “folli” che pesavano sulle casse della California pur non essendovi originari. “A causa del suo meraviglioso clima e delle gradevoli condizioni di vita” si spiegava nella proposta, “ la California finisce per essere l’approdo di molte persone malate… che per la maggior parte finiscono per pesare sul nostro bilancio”. C’è da dire che negli anni ‘80 venne realmente istituita una “Commissione sull’autostima”, che di bilancio statale ne assorbì una bella fetta, fortemente voluta da un eccentrico senatore democratico: John Vasconcellos. Vasconcellos è in qualche misura il padre morale dell’attuale pensiero mainstream dell’educazione sociale: è stato lui, difatti, a diffondere su scala nazionale (che poi sarebbe diventata globale) l’idea che ogni bambino o bambina, e poi ragazzo o ragazza, e infine ogni adulto fosse da considerarsi “un individuo unico e speciale”, e come unico e speciale avesse fondamentalmente diritto a vedere soddisfatto qualsivoglia capriccio egoico.
Nel 1986 il senatore della California riuscì a convincere una pletora di suoi colleghi che la chiave di volta nella lotta al consumo di stupefacenti fosse aumentare l’autostima dei tossicodipendenti, forti di presunte interviste con membri mascherati delle gangs dei Crips e dei Blood che puntavano il dito contro la bassa autostima, dalla quale sarebbero scaturiti i loro comportamenti violenti. Vennero coinvolti nella crociata scienziati e sociologi, capeggiati da Neil Smelser, professore emerito di sociologia che coordinò l’intero studio, e alla fine “l’onda dell’autostima” travolse tutte le scuole: circa l’85% di queste misero a disposizione spazi e personale, e lo Stato stanziò fondi a molti zeri per finanziare la giusta causa, al grido di “non importa quello che fai, ma chi sei”. Gli imputati nei processi per droga che accettarono di seguire i seminari sull’autostima vennero ricompensati con applausi e cospicui sconti di pena.
Il viale del tramonto che sta portando al suicidio la California parte da molto lontano, passa dai bar che non servono i poliziotti per non infastidire i clienti e dai grandi sprechi economici e approda alle baraccopoli che strizzano l’occhio agli scenari apocalittici delle bidonville delle infinite periferie sudamericane. Dove lo sguardo non scorge più alcun sogno, ma solo spazzatura, e a perdita d’occhio.
Alice Battaglia

4 Commenti

  1. …”articolo” un ”tantinello” confusionario… si mischia i malati mentali, fisici, senzatetto, drogati in un unico calderone..dando la colpa di tali situazioni al fatto che esistono tali realtà ( cosa propone l’eleminazione fisica per dar modo ai ”sani” di fare sci d’acqua allegramente?) La vera causa del degrado delle società è, come accenna nell’inizio , dato dalla crisi; crisi che non è dato dal nulla, ma creato dalla speculazione bancaria..dagli speculatori ”mezze maniche” che hanno incoraggiato investimenti immobiliari basate sull’assurdo teorico ”vendere tutto, sempre, comunque a chiunque” sperando in un ”moto perpetuo” economico…fino alla creazione della cosiddetta ”bolla finanziaria”. La vera colpa è da imputare all’ingordigia economica legata all’iperliberismo economico, senza controlli e paletti di confine tra speculazione e semplice e sano investimento..Tutta la crisi di queste criminali speculazioni ricade su tutta la società, schiavizzata da questi criminali che hanno come loro unico credo il dollaro: vendono madre e figli per rirmpirsi le tasche.

  2. e le immense piantagioni di marjuana del nord california che stan prosciugando le falde acquifere, gestite da pazzi tossicodipendeti milionari… sulla carta per usi terapeutici ma in realta’ totalmente fuori controllo… con masse di “lavoratori” stagionali provenienti da tutto il mondo col solo scopo di raccimolare qualche cima di maria e poterla fumare… davvero un paradiso di follia…
    occhio che ci stan provando e riuscendo anche in italia…

  3. Appoggio il commento di Tony e aggiungo che la Federal reserve che stampa il dollaro è privata dal 1913. Il Presidente Woodrow Wilson disse; “Io sono l’uomo piu’ infelice.Ho rovinato il mio paese.La nostra nazione è controllata da un sistema di credito che è concentrato.La crescita della nazione è quindi in mano di pochi uomini(gli stessi che causarono la crisi del 1929 per arricchirsi ulteriormente-n.d.t.)
    Kennedy stava già facendo stampare dollari del tesoro quando fu eliminato e subito il successore cancello’ il decreto che autorizzava denaro prodotto dallo stato.
    Il dollaro e’ quindi privato e ogni volta che viene emesso a costo zero dalla banca centrale privata crea un debito e un interesse per il popolo americano che viene ripagato con le tasse. E’ per questo che gli aiuti alla popolazione e le opere pubbliche non hanno fondi sufficienti; il grosso và a pagare la carta che è stata stampata a costo zero privatamente dalla FED o generata in via secondaria dal sistema bancario privato sempre di proprietà delle stesse famiglie con partecipazioni segrete ed incrociate.Infatti, se uno versa 2 e la banca ha un coefficiente di riserva obbligatoria in contanti del 2% puo’ prestare 100 e quindi crea dal nulla 98!! E pensate che i pennivendoli nostrani dicevano che le banche pubbliche italiane, svendute nel 1992, erano un carrozzone di peso per lo stato ed era meglio darle a privati!!
    Tornando agli USA, oggi le tasse di successione rasentano il 50% per cui già la metà dei beni che uno si è sudato nella vita va’ allo stato per arricchire uletriormente i banchieri.
    Non ci meravigliamo quindi che molti americani cosi’ come italiani sono per strada senza piu’ niente; quando la produzione della moneta non è di proprietà ed a beneficio del popolo, avviene esattamente questo

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