Barcellona, 23 ago – Polemiche e indignazione per gli atteggiamenti della sindaca di Barcellona Ada Colau, che alla commemorazione delle vittime dell’attentato sulla Rambla si è sempre mostrata sorridente. Non una lacrima, non un’espressione di dolore, non un atteggiamento mesto, come la bisogna richiederebbe e come invece hanno adottato gli altri partecipanti alla commemorazione, tre cui i reali di Spagna. Di contrizione proprio sul volto dell’alcaldesa (la prima cittadina) proprio non se ne vede. Anzi.

Ma lei, la sindaca più buonista di Spagna, che qualcuno definisce una Boldrini in salsa catalana, imperterrita tira dritto. E le sue prime parole dopo la strage della settimana scorsa sono state: “Questa città ama la diversità e vuole essere una città di pace, ora più che mai dobbiamo stare assieme”. È a lei che va gran parte della responsabilità per l’attentato perché si è rifiutata di far posizionare i blocchi di protezione all’inizio della Rambla in modo da scongiurare il pericolo attentati.

Ma chi è quest’ilare sindaca dal sorriso smagliante, che da quando è stata eletta a primo cittadino del capoluogo catalano si è spesa soprattutto per l’accoglienza dei profughi e si è detta infastidita dai troppi turisti? Da sempre di sinistra, ma di quella estrema, Colau ha un passato da squatter. Classe 1974, nel 2015 è diventata sindaco di Barcellona candidandosi con il partito Podemos e facendo una campagna elettorale all’insegna del problema abitativo: voleva ridurre disuguaglianze, la disoccupazione e fermare gli sfratti. Ma nel suo programma prima di tutto venivano, e vengono, i profughi. E le porte aperte a tutti, a patto che non siano turisti. Specialmente gli immigrati africani, quelli che le hanno fatto la guerra in casa. Fino a poco prima di diventare sindaco, il governo catalano considerava la Colau “una pericolosa attivista, una donna spigolosa con cui è difficile trattare”.

Che sia difficile trattare lo dimostrano le sue prese di posizione contro il turismo, al centro delle sue battaglie di sindaco. Nonostante gli stranieri che alloggiano, pagando, negli hotel di Barcellona, facendola diventare la capitale economica della Spagna, la Colau ha deciso di bloccare la costruzione degli alberghi in centro città e di impedire l’ampliamento di quelli esistenti. E poi ha dichiarato guerra alle piattaforme per affittare gli appartamenti, come Airbnb. Perché ai turisti la sindaca preferisce i rifugiati.

Emblema di questa sua preferenza è stata la marcia per l’accoglienza, una manifestazione enorme a cui hanno partecipato in 500 mila, secondo gli organizzatori (ma per la polizia erano 160.000), per dire “no al turismo e sì ai profughi”. In quell’occasione Ada Colau disse: “È molto importante che in un’Europa incerta dove cresce la xenofobia, Barcellona diventi la capitale della speranza”. Di lì a pochi mesi la stessa cosa è stata replicata anche a Milano.

Anna Pedri

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