Roma, 9 nov – Stop alle cure gratuite a chi non si vaccina contro il Covid per scelta. Non è la sparata choc di qualche politico italiano ossessionato dai no vax, è quanto deciso dalle autorità di Singapore. Difatti, a partire dall’8 dicembre, nello Stato insulare a sud della Malesia i non vaccinati dovranno pagare le spese mediche di tasca propria. Ad annunciarlo è stato il ministro della Sanità, Ong Ye Kung, che durante una conferenza ha definito il provvedimento in questione “un segnale importante” per incentivare tutti i cittadini di Singapore a immunizzarsi.



Singapore, tra discriminazione e frattura sociale

Il ministro ha precisato poi che fino al 31 dicembre non verranno addebitati i costi delle cure a chi ha ricevuto una sola dose di vaccino anti Covid. E la misura non verrà comunque applicata a chi è stato giudicato non idoneo al vaccino, ovvero i bambini sotto ai 12 anni e le persone che non possono vaccinarsi per specifici problemi di salute attestati dal medico. Inutile dire però che oltre a trattarsi di una misura palesemente discriminatoria di per sé, rischia di arrecare pure una frattura sociale. Di fatto un ricco che non intende vaccinarsi non avrà grossi problemi a pagarsi le spese mediche, al contrario di un cittadino con scarse disponibilità economiche.

Ma l’85% della popolazione è vaccinata

Al momento lo Stato copre tutte le spese per i singaporiani, fatta eccezione per coloro che sono risultati positivi al Covid dopo aver fatto ritorno da un viaggio all’esterno. C’è poi un aspetto quantomeno “curioso” relativo alla mossa del governo di Singapore: l’85% della popolazione è già completamente vaccinata. Si tratta insomma di una nazione con un notevole tasso di copertura, tra i più alti al mondo in termini di immunizzazione. Nonostante questo i dati dell’ultimo mese non sono propriamente confortanti, considerato il forte aumento dei contagi e il conseguente rischio di collasso del sistema sanitario nazionale.

Alessandro Della Guglia

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