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SiriaDamasco, 23 feb – Sono ripresi oggi a Ginevra i colloqui dalle Nazioni Unite sulla crisi siriana. Gli occhi internazionali sono puntati adesso sulla città svizzera per capire se vi saranno sviluppi concreti dopo il precedente incontro conclusosi con un sostanziale nulla di fatto nell’aprile 2016. A mediare tra le parti sarà ancora una volta l’inviato speciale dell’Onu per la Siria, l’italiano Staffan De Mistura. Inevitabile lo scetticismo generale, considerati appunto i precedenti poco fruttuosi e tenuta di conto l’inaffidabilità dei rappresentanti della cosiddetta “opposizione ad Assad”, la cui legittimità lascia quanto meno perplessi anche gli addetti ai lavori. Per non parlare della reale consistenza di questi oppositori, ad essere maligni diremmo proprio esistenza.

Intanto l’esercito di Damasco prosegue la riconquista territoriale senza sosta, dopo la recente ripresa di Aleppo, le forze di Assad stanno avanzando nella provincia di Homs e sono adesso a 4 chilometri da Palmira. Mentre a Deir Ezzor, città dove le truppe governative resistono eroicamente circondate da sei anni dall’Isis, l’esercito siriano ha riconquistato la zona strategica di Shua’ib strappandola ai jihadisti dello Stato islamico. Si tratta di un passo fondamentale per rompere l’assedio imposto dall’Isis nei pressi dell’aeroporto e della zona orientale della città.

Comunque vadano a finire i colloqui di Ginevra, probabilmente nell’ennesimo nulla di fatto, la disfatta totale dei tagliagole in Siria non è più una chimera e il legittimo presidente siriano è sempre più saldo al suo posto.

Eugenio Palazzini

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