Roma, 27. lug – Mentre il focus globale è concentrato sulla guerra tra Russia e Ucraina, nel Vicino Oriente, un altro conflitto prosegue ormai da undici anni. Oggi giunta, si spera, alle fasi conclusive, questa logorante guerra che impegna duramente le forze armate siriane e i loro alleati Russi, Hezbollah e Iraniani, trova però nelle sue periferie presenze militari straniere non certo allineate a Damasco. Non stiamo parlando delle frange più estreme del terrorismo internazionale guidato da Isis e Jabat Al-Nusra, ma bensì, in questo caso, dei “corpi estranei” turchi e americani. Questi ultimi attualmente presenti in Siria con ben più di una base americana.

Continua l’estrazione illegale di petrolio da parte degli Usa

Da diverso tempo, infatti, gli Usa controllano alcuni territori a nord-est della Siria. Territori, inutile dirlo, ricchi di risorse petrolifere e autogestiti dalle milizie socialiste curde. I curdi, dal 2019, consentono alle truppe di Washington di estrarre illegalmente l’oro nero dai pozzi petroliferi siriani, senza che nessuno, all’Onu o più semplicemente tra i media internazionali, protesti per questo. Moltissime sono state le proteste però sollevate dal governo di Damasco e da quello di Mosca per la presenza delle basi americane nel territorio siriano.

L’attacco all’alba di oggi

Diverse granate a propulsione a razzo hanno preso di mira la base americana di occupazione nella città di Al-Shaddadi, nella campagna meridionale di Al-Hasakah. Fonti locali, riportate dall’agenzia di stampa araba Sana, hanno riferito che “persone non identificate hanno attaccato, all’alba di oggi, la base di occupazione statunitense nella città di Al-Shaddadi, a sud di Al-Hasakah, con una serie di razzi, uno dei quali è caduto all’interno della base e il resto del razzi nelle sue vicinanze.”

Attacco o incidente a stelle e strisce?

Le fonti hanno infine sottolineato che boati di forti esplosioni sono stati uditi dalla gente delle aree circostanti e una colonna di fumo è stata vista alzarsi dall’interno della base americana. Ancora però non è giunta nessuna rivendicazione ufficiale, nè dalle milizie curde o terroristiche, nè tantomeno dal governo di Bashar Al Assad. Anche dal Pentagono, al momento, non è giunta notizia dell’accaduto. Potrebbe trattarsi di un esercitazione interna alle truppe a stelle e strisce. Le esplosioni potrebbero essere però anche il risultato di qualche fatale incidente interno all’esercito americano, cosa, questa, per altro già accaduta nei svariati fronti di occupazione che vedono coinvolte le truppe Usa.

Andrea Bonazza

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