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Siria, cadono le fake news sulle armi chimiche: Assad non le ha mai usate

by Eugenio Palazzini
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Roma, 24 mag – Non vi sono prove di attacchi chimici in Siria. Una pantomima saltata fuori, per modo di dire visto che la gran parte dei media non ne parla, un anno dopo le accuse al governo di Damasco di averne sferrato uno devastante a Douma. Era la primavera del 2018 e il mondo si sdegnava leggendo una notizia rivelatasi del tutto falsa. Anzi, a dirla tutta se proprio qualcuno ha usato armi chimiche, non è identificabile con Assad ma con i cosiddetti “ribelli”, sostenuti dagli Stati Uniti. Una parte del rapporto dell’Opcw (Organisation for Prohibition of Chemical Weapons), organizzazione internazionale non tacciabile di simpatie nei confronti del governo siriano, è infatti rimasta fino ad oggi nel cassetto. E’ emersa però grazie al  “Working Group on Syria, Propaganda and Media (WGSPM Gruppo di Lavoro sulla Syria Propaganda e Media)”, che ha pubblicato in rete il documento.

Qui vengono analizzate al meglio le fake news riportate sulla vicenda. Un’accurata ricerca firmata Ian Henderson, autorevolissimo tecnico dell’organizzazione di cui fanno parte vari scienziati, professori e giornalisti. L’Opcw in precedenza aveva accusato esplicitamente Assad, pur non avendo prove concrete. Adesso arriva la smentita: è stata una sceneggiata. Come scritto da Gian Micalessin, si tratta di “uno scenario devastante per Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia che risulterebbero, di fatto, alleati e conniventi con i ribelli sospettati di aver fatto strage di civili innocenti per avvalorare un finto attacco chimico. E questo ben spiegherebbe perché il rapporto di Ian Henderson è stato accantonato e archiviato”.

Colin Powell non è bastato

Eppure ancora gli Usa ci parlano di uso di armi chimiche da parte dell’esercito siriano: “Sfortunatamente continuiamo a vedere segnali sul fatto che il regime di Assad possa averle usate di nuovo, incluso un presunto attacco il 19 maggio”, ha dichiarato appena due giorni fa il portavoce del Dipartimento di Stato americano, Morgan Ortagus. Colin Powell insomma non è bastato. L’invasione dell’Iraq legittimata da prove false non è servita. Le armi chimiche sono sempre tra noi, invisibili ma pronte all’uso mediatico. E’ l’imperfetto eppure costante strumento per giustificare qualunque guerra contro il nemico scelto. Imperfetto perché smascherabile come inesistente, ma sensazionale, terrificante, dunque utile allo scopo.

Così i cherubini se ne servono per etichettare come demone chiunque deve essere considerato tale per spianare la strada alle azioni illegittime, spesso orrende, di loro stessi, gli angeli, che si ammantano di umanità. Adesso il demone per eccellenza è Assad, terribile dittatore siriano dal volto rassicurante ma evidentemente luciferino, che da qualche anno si diletta a usare le armi chimiche tanto per sterminare il suo popolo. Ogni volta che il demone riconquista un pezzo di territorio scatta allora l’accusa, il dito puntato di Uncle Sam si allunga e nella sabbia siriana intercetta la traccia: le narici del buon vecchio zio hanno fiutato il tartufo anche stavolta, c’è stata una fuga di gas.

Messinscena e complicità

Una messinscena che ormai leggono come tale un po’ tutti, a parte gli strilloni dei giornaloni pronti sempre a sedersi dalla parte del giusto, perché il torto non paga lo stipendio e dunque richiede coraggio. Ci parlano di deontologia professionale, di codici etici, di guerra alle fake news. E noi cocciuti che ci crediamo sul serio, da giornalisti sappiamo che non possiamo e non dobbiamo raccontare falsità. Quindi ci andiamo in Siria, per vedere con i nostri occhi quello che succede realmente. Poi ci svegliamo, ogni mattina, e ci accorgiamo di essere circondati da emeriti buffoni, che dalle sedie Ikea di asettiche redazioni ripetono a pappagallo balle lette qua e là.

Eugenio Palazzini

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3 comments

Giorgio 24 Maggio 2019 - 7:58

… nessuno ne dubitava.

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Cesare 24 Maggio 2019 - 10:57

La cosa grave è anche che gli “esportatori di democrazia” che vogliono dividere la Siria, paese noto per essere tollerante e multiconfessionale, finanziano terroristi che eliminano oltre a musulmani onesti anche molti cristiani , gente della loro stessa religione! Questo non è il caso solo per i sionisti talmudici (da distinguere dagli ebrei tolleranti) che hanno finanziato tali terroristi con armi e curandoli nei loro ospedali.Per loro i goyim,cioè tutti gli appartenenti alle altre religioni e razze, sono esseri paragonabili agli animali in quanto senza anima e possono essere scannati a piacere se non utili agli eletti come fanno con i palestinesi su cui da anni stanno commettendo un genocidio.
In questo dramma di un attacco ad uno stato sovrano e tollerante come la Siria dove sono nate le prime chiese cristiane l’Europa delle oligarchie bancarie ha prorogato le sanzioni per affamarli ancora di piu’.L’obiettivo è creare microstati di fazioni opposte tra loro tipo sciiti o sunniti per creare guerre di religione utili sia per vendere armi che per fare ingrandire ancora non solo a spese dei palestinesi lo stato sionista

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Siria, cadono le fake news sulle armi chimiche: Assad non le ha mai usate | Fronte Europeo per la Siria 1 Giugno 2019 - 10:08

[…] 2      A Roma, alcune parrocchie coordinate da Caritas […]

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