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Hama, 6 ago – Aziz Esber, uno scienziato siriano che guidava un centro di ricerca sugli armamenti, è stato ucciso in Siria da una bomba. A rivendicare l’uccisione dello scienziato vicino al presidente Bashar Al Assad, e ritenuto vicino anche all’Iran, è stato il gruppo ribelle siriano affiliato a Tahrir al-Sham, che ha ammesso di aver condotto l’operazione per far fuori il n. 1 dei programmi chimici del regime.
Come riferisce AnsaMedle brigate di Abu Amar hanno diffuso via Telegram un messaggio in cui rivendicano l’atto terroristico con la spiegazione nei dettagli dell’operazione: “Abbiamo usato sistemi esplosivi per uccidere Esber”. Tuttavia, non è chiaro se l’esplosione sia stata causata da un ordigno nascosto sull’auto o da una bomba posta lungo la strada e fatta detonare con un telecomando. Secondo quanto riporta invece l’assai discusso Osservatorio siriano dei diritti umani (Ondus), l’ong vicina ai ribelli, l’attentato è stato compiuto sabato sera per motivi legati all’assidua vicinanza dello scienziato ai regimi di Teheran e Damasco. L’Ondus ha anche aggiunto che nell’ultimo periodo lo scienziato si stava occupando della produzione di missili terra-terra a corto raggio.
Il quotidiano filo-governativo al-Watan ha riferito sul suo sito web che Aziz Esber, del Centro Studi e Ricerche Scientifiche, è morto in un attentato avvenuto contro la sua auto sabato sera, nella provincia di Hama in Siria. Il quotidiano ha anche avanzato il sospetto che a uccidere Esber sia stato Israele. Già nel settembre 2017 il centro di ricerche diretto dallo scienziato, situato nella località di Masyaf, era stato preso di mira da un raid aereo che si ritiene sia stato compiuto da Israele. Da Tel Aviv un secco no comment. Solo il Jerusalem Post scrive che l’uccisione di Esber rappresenta un nuovo sviluppo nella guerra in Siria che passa da una fase attiva di conflitto tra governo e ribelli a una fase regionale, in cui Stati Uniti, Turchia, Russia e Iran svolgono ruoli chiave in alcune parti della Siria a cui Israele guarda con preoccupazione. Il centro diretto da Esber era considerato da molti analisti siriani una struttura di eccellenza, tra i le migliori del Paese, con una capacità tecnica e attrezzature migliori rispetto alle quattro università siriane. Il Sscr lavorava anche con la Commissione per l’energia atomica, collegata con le principali strutture atomiche, militari e scientifiche del Paese.
Anna Pedri



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