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Roma, 4 ott – Niente certificato verde per i dipendenti pubblici. Nella vicina Slovenia la Corte costituzionale ha bocciato l’obbligatorietà di green pass per i lavoratori che il governo di Lubiana intendeva introdurre. Una decisione analoga a quella dei giudici spagnoli che – come riferito da Il Piccolo – blocca di fatto l’esecutivo sloveno. Tecnicamente i giudici sloveni non hanno categoricamente vietato l’introduzione di questa misura per i lavoratori del pubblico – che in Italia come noto entrerà in vigore dal prossimo 15 ottobre – ma l’hanno congelata. Una sorta di archiviazione che rimanda tutto e pone ulteriori dubbi su opportunità e legittimità del green pass.



Slovenia, la Corte costituzionale frena il governo sul green pass

La Corte si è pronunciata così accogliendo di fatto il ricorso presentato da diverse sigle sindacali, nonché di rappresentanti di esercito e forze dell’ordine, che nelle settimane scorse si sono schierate nettamente contro il certificato verde. Il governo di Lubiana non pare però accettare di buon grado la decisione e non ha intenzione di arrendersi. “Insisteremo su questo e se la Corte costituzionale sospenderà temporaneamente l’attuazione della decisione del governo cercheremo un altro modo per raggiungere il nostro obiettivo”, ha dichiarato il ministro della Pubblica amministrazione, Bostjan Koritnik, a Rtv Slo. Secondo l’esponente dell’esecutivo il decreto rimarrebbe in vigore nonostante il pronunciamento dei giudici.

Vaccinati, in Slovenia meno del 50% della popolazione

L’obiettivo del governo sloveno è implementare il più possibile il numero di vaccinati anche tra i lavoratori pubblici senza ricorrere direttamente all’obbligo vaccinale, ma procedendo sulla falsa riga di quanto fatto dal governo italiano. In Slovenia soltanto il 48% della popolazione ha però ricevuto due dosi di vaccino e persistono molte perplessità tra i cittadini, a quanto pare piuttosto restii. Mercoledì scorso a Lubiana migliaia di persone hanno manifestato di fronte al Parlamento protestando contro l’introduzione di nuove misure anti Covid, tra cui appunto l’obbligo di green pass.

Eugenio Palazzini



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