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Roma, 4 ott – Schede e registri sbagliati, verbali con i prestampati mancanti, elenchi dei candidati fuori ai seggi stampati male: a Roma è caos nei seggi elettorali per le amministrative. Alle 7 di ieri aprono le urne nella Capitale ma in diversi seggi gli elettori sono stati invitati a “tornare a casa e venire più tardi“. Risultato: le operazioni di voto sono iniziate con circa due ore di ritardo. Tanto che proprio la Capitale ieri ha tardato a trasmettere al Viminale i dati sull’andamento delle operazioni di voto.



Caos nei seggi elettorali a Roma, votanti invitati a tornare a casa e a tornare più tardi

I disservizi sono stati segnalati e riscontrati nelle sezioni di alcuni municipi della Capitale, come nel III o nell’VIII, ma anche nel XIII, nel XIV e nel XV. “Due sezione di Casalotti avevano terminato le schede alle 10 del mattino e hanno dovuto mandare a casa le persone”, hanno riferito all’Ansa fonti di Fratelli d’Italia. Da quanto si apprende dalle stesse fonti ci sarebbero stati disservizi anche per le “schede sbagliate e scambiate”. Ossia in alcune sezioni le schede grigie per votare il minisindaco e le liste collegate non corrispondevano al municipio del territorio. “Non ci si crede, la 2280 è sempre stata una sezione di Primavalle, ora è stata spostata a Massimina”, ironizzano alcuni esponenti di Sinistra civica ecologista.

“Veramente abbiamo un bel caos – spiegano da FdI – alcuni cittadini infatti sono stati rimandati a casa senza poter votare per il proprio municipio ma hanno votato solo per il comune. Gli è stato detto di tornare per la scheda municipale ma questo vuol dire che hanno già il timbro sulla tessera elettorale”. In alcuni casi le liste affisse fuori dalle sezioni, sono state stampate male, come denuncia il consigliere regionale, candidato nella lista Demos per Gualtieri, Paolo Ciani.

Disastro nei seggi del Municipio XV

In alcune sezioni del municipio XV l’apertura dei seggi è stata un’impresa ardua, con schede e registri scambiati ed elenchi mancanti. “Al seggio 2337 (zona San Godenzo) non erano presenti i registri elettorali degli uomini. E hanno dovuto consigliare di tornare dopo un’ora e mezza“, spiega Alessandro Cozza, coordinatore del comitato del candidato presidente del Municipio XV, Daniele Torquati. Stesse scene in alcuni seggi del Municipio III. “Sempre nel seggio di San Godenzo i cittadini hanno potuto iniziare a votare dalle 10.45 circa. Ieri sera invece nelle sezioni 2337 e 2338 mancavano i registri, i presidenti, gli scrutatori e un registro di un seggio“. Problemi che secondo il coordinatore sarebbero stati risolti nella serata di ieri verso le 22 per poi scoprire alle 7 di mattina un ulteriore intoppo. “Con l’apertura delle votazioni si sono accorti che in due seggi i registri degli uomini erano di un altro seggio”.

Inutile dire che i detrattori della “sindaca” Virginia Raggi vedranno in questo caos nei seggi romani il lascito di una amministrazione a dir poco fallimentare. La pietra tombale su cinque anni che per i cittadini della Capitale sono stati un vero e proprio incubo.

Adolfo Spezzaferro



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