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Roma, 4 ott – Affluenza in calo alle elezioni amministrative: alle 23 di ieri, alla chiusura dei seggi, è andato a votare il 41,65% degli aventi diritto (rispetto al al 61,49% del 2016), ma si vota fino alle 15 di oggi. Crolla l’affluenza nelle grandi città: alle 23 è al 36,82% a Roma (nel 2016 era al 57,06%), al 37,76% a Milano (54,65%) e al 33,72% a Napoli (54,12%). Sotto la soglia nazionale anche Bologna, ferma al 35,19% (59,66%), e Torino, al 36,5% (57,18%). Numeri da prendere con le pinze, però, perché come detto si vota anche oggi fino alle 15.



Amministrative, affluenza in calo, soprattutto nelle grandi città

Per conoscere il dato definitivo sull’affluenza a questa tornata elettorale bisognerà aspettare la chiusura dei seggi, oggi alle 15. Intanto ecco i numeri di questo doppio election day. Gli italiani chiamati alle urne sono 12.147.040, divisi in 14.505 sezioni, per l’elezione diretta dei sindaci e dei consigli comunali e circoscrizionali. Sono 1.192 i comuni interessati (1.154 nelle 15 regioni a statuto ordinario e 38 nella regione a statuto speciale del Friuli-Venezia Giulia).

I numeri di questa tornata elettorale (amministrative, regionali Calabria, suppletive Camera)

Sei i capoluoghi di Regione coinvolti, tra cui la Capitale e le altre tre città più popolose d’Italia. Alle urne vanno Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna, Trieste (con oltre sei milioni di abitanti, queste città rappresentano metà degli elettori chiamati a votare). Quattordici i capoluoghi di provincia: Benevento, Carbonia, Caserta, Cosenza, Grosseto, Isernia, Latina, Novara, Pordenone, Ravenna, Rimini, Salerno, Savona e Varese. L’eventuale turno di ballottaggio per l’elezione diretta dei sindaci, che riguarda solo i 119 Comuni interessati dal voto con più di 15mila abitanti, si svolgerà domenica 17 e lunedì 18 ottobre. Sempre con le stesse modalità: fino alle 23 la domenica, fino alle 15 il lunedì.

Enrico Letta candidato (senza simbolo del Pd) a Siena e Luca Palamara a Roma

Si svolgono anche le elezioni regionali in Calabria per l’elezione del presidente di Regione (a turno unico), indette dopo la prematura scomparsa della governatrice Jole Santelli. In questo caso gli aventi diritto al voto sono 1.893.606, di cui iscritti all’estero 378.583. Inoltre, si vota anche alle elezioni suppletive per la Camera dei deputati in due collegi uninominali. Il primo a Siena (poco più di 200mila gli aventi diritto al voto), dove il segretario del Pd Enrico Letta corre (senza simbolo del Pd) per il posto lasciato libero da Piercarlo Padoan (andato alla presidenza di Unicredit). Il secondo a Roma-Primavalle (203mila gli aventi diritto al voto), per il posto lasciato libero da Emanuela Del Re, nominata rappresentante speciale dell’Ue in Sahel. Qui spicca la candidatura dell’ex magistrato Luca Palamara (nonché l’assenza di candidati M5S e di Azione di Calenda).

La carrellata dei leader al voto

Ieri la consueta carrellata dei leader politici alle urne. Enrico Letta ha condiviso sui social l’immagine di due dita incrociate. Giuseppe Conte, attuale leader del M5S, ha esortato tutti a votare (ovviamente sui social). Ricordando che “il voto è il gesto più elementare e allo stesso tempo più decisivo di esercizio dei diritti democratici“, da compiere “con gioia”. Secondo Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, “in un momento nel quale le nostre libertà e i nostri diritti vengono limitati, il voto rappresenta ancora di più la massima espressione democratica“. “Io ho fatto il mio dovere da cittadino, voi?”, conclude. Blitz pomeridiano al seggio a Milano per il leader della Lega Matteo Salvini, che non ha rilasciato dichiarazioni. Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, dopo aver votato nel suo seggio milanese, si è intrattenuto con i cronisti. Lanciando un messaggio agli alleati: “Sulla scelta dei candidati ora serve cambiare il sistema. Dobbiamo superare il progetto di federazione con la Lega per farne una più grande che comprenda anche Fratelli d’Italia“, ha annunciato.

Lega e FdI si prendono le misure, Conte si gioca la leadership del M5S

Il dato politico di questa tornata elettorale – al netto dell’astensionismo – è che per la prima volta si prenderanno le misure Salvini e Meloni, il primo al governo e la seconda all’opposizione. Quale sarà l’effetto della cosiddetta svolta moderata? Ma il voto è anche il banco di prova di Conte leader a 5 Stelle. In seconda battuta poi c’è il Pd che spera di recuperare terreno. Con Letta che punta a tornare in Parlamento dopo sei anni. Il tutto in chiave giallofucsia, rafforzando l’alleanza in vista delle prossime competizioni elettorali. Occhi puntati infine su Roma, dove l’elezione del sindaco avrà ripercussioni sugli equilibri fuori e dentro il governo.

Occhi puntati sulla sfida nella Capitale: chi andrà al ballottaggio?

Nella Capitale corrono Enrico Michetti, nome imposto da Fratelli d’Italia, per il centrodestra, Roberto Gualtieri, ex pessimo ministro Pd dell’Economia, per il centrosinistra, Carlo Calenda da solo con una lista civica e la “sindaca” uscente Virginia Raggi per il M5S. Chi andrà al ballottaggio? Ci sarà l’exploit di Calenda? Per i 5 Stelle più sarà pesante la disfatta della Raggi più sarà a rischio la leadership di Conte. Staremo a vedere.

Adolfo Spezzaferro



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