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Sovranità, libertà, cultura: l’Europa secondo Marine Le Pen

by Michael Mocci
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imagesParigi, 15 mar – Si avvicinano le elezioni europee e l’inarrestabile ascesa del Front National unita al sorgere di un sentimento autenticamente europeo un po’ in tutte le nazioni del continente, fanno paura a molti. Allora si agita lo spettro del populismo per screditare certi movimenti. Non si considera che, ad esempio, in Francia il Fn cresce perché interpreta la volontà popolare ed evoca gli archetipi di patria, civiltà e cultura che sono presenti nell’animo di ogni europeo.

Ma, al di là delle facili suggestioni, quanti conoscono le posizioni di Marine Le Pen sull’Europa?

“Un’Europa al servizio dei popoli liberi”, questo il titolo del documento che il Fn dedica all’analisi della situazione europea e che inizia così: “L’Unione Europea, nata come accordo tra civiltà di paesi confinanti per incrementare lo sviluppo economico e sociale, sulla base del principio della preferenza comunitaria, è ora completamente pervertito il suo scopo”. Il Fn denuncia le frontiere aperte, la disoccupazione, la globalizzazione, la supremazia dei mercati e la morte dei servizi pubblici come un cancro, non come una risorsa.

Per il primo partito di Francia, l’Ue ha dunque creato un’ “Europe sans les peuples”, un’Europa senza i popoli. L’Ue è un organismo solo apparente democratico perché “la Commissione, organismo non eletto, offre ai tecnocrati il monopolio del potere di iniziativa legislativa. Almeno l’80 % delle disposizioni legislative e regolamentari di rilevanza nazionale non è che l’attuazione delle norme e delle linee guida della stessa commissione. Lo stesso dispotismo illuminato lo applica la Banca centrale europea, le cui decisioni monetarie sono vincolanti per i paesi della zona euro. […] Il trattato di Lisbona ha creato un diritto di petizione disponibile a raccogliere un milione di firme , ma la Commissione ha il potere discrezionale di prendere in considerazione o meno la loro applicazione”. A ciò deve aggiungersi, secondo il documento del Fn, il fatto che una percentuale esigua di cittadini europei vota i suoi rappresentanti al Parlamento europeo, il che rende il meccanismo ancor meno rappresentativo.

L’altro grande mostro che la Le Pen vuole abbattere è la Bce: “La Bce ha un obiettivo: lottare contro l’inflazione, ma non ha l’obbiettivo dell’occupazione. Pertanto, i governi hanno cercato invano di mantenere il tenore di vita mediante un massiccio debito. Ma l’impedimento per gli Stati di finanziare il loro debito con le loro banche, ha reso questo debito costosissimo”. E ancora: “La Bce non ha diritto di concedere prestiti agli Stati ma può prestare soldi alle banche ad un tasso irrisorio!”

 Quel che molti non hanno capito è che essere contro l’Unione Europea non vuol dire essere anti-europei, significa essere convintamente europei, significa avere ben in mente Zeus che, dopo essersi congiunto ad Europa sotto forma di aquila, la fa sorvegliare perché nessuno le usi violenza.

Questa Ue per il Front National è “uno strumento di una ideologia e di interessi del settore finanziario ultra -liberista e globalista. È lo strumento di chi vede la crisi come una grande opportunità per continuare a marce forzate la dissoluzione delle nazioni da consegnare nelle mani di esperti non eletti dai popoli”.

Cosa chiede Marine Le Pen? Il Fn vuole costruire “un’Europa che rispetti la sovranità popolare, le identità nazionali, le lingue e le culture e che serva veramente il popolo con azioni concrete”. Inoltre il Fn chiede la preminenza del diritto nazionale su quello europeo, la sovranità monetaria di ciascuno Stato, la creazione di grandi progetti infrastrutturali europei, un associazionismo europeo, una libera associazione di Stati europei che condividono le medesime visioni su circolazione di capitali ed immigrazione.

È dunque possibile un’Europa in cui ogni Stato sia sovrano pur condividendo affinità culturali e strategiche con gli altri? Per la Le Pen sì. Ma in fondo questa non è l’unica Europa possibile, è l’Europa punto e basta. Come quando Odisseo, che vagava per il Mediterraneo, pur ospite di Circe, di Calipso che gli offrì l’immortalità, dei Feaci che lo riempirono di doni, sentenziava “per un uomo non c’è nulla di più dolce della patria”.

Aurora Benincampi

 

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