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orlandoRoma, 12 giu – È il peggior massacro con armi da fuoco della storia americana: in un night club gay di Orlando, Il Pulse Club, un americano di origini afghane, Omar Mateen, è entrato e ha aperto il fuoco sulle persone che stavano ballando, uccidendo almeno 50 persone. I feriti sono al momento 53. Il capo della polizia, John Mina, ha detto che 30 ostaggi sono stati messi in salvo.

L’uomo, classe 1986, è originario della città Port St. Lucie, in Florida. Dopo essersi barricato all’interno del locale e aver trattenuto numerosi ostaggi per ore, l’assalitore è stato ucciso dopo uno scontro a fuoco con gli agenti. Nel locale sono stati trovati una pistola e un fucile mitragliatore d’assalto Ar-15, forse le armi usate dall’attentatore. Si indaga, adesso, per capire se l’attentatore avesse legami con il terrorismo islamico, anche se il padre, intervistato dalla Nbc, avrebbe ricondotto tutto alla “arrabbiatura” per aver visto due mesi fa due omosessuali che si baciavano, a Miami.

Fuori dalla discoteca, poco prima della notizia della morte dell’aggressore, era stata sentita una forte esplosione da un reporter di una tv locale mentre era in diretta. Il giornalista ha parlato di un ordigno fatto brillare dalla polizia che, infatti, era arrivata sul luogo dell’attacco con i cani anti-bomba. E la notizia è stata confermata dalla polizia che ha poi precisato che l’assalitore aveva un fucile, una pistola e un ordigno esplosivo addosso. Un secondo possibile ordigno era nell’auto dell’uomo.

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