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Roma, 14 lug – La “società aperta” del magnate George Soros continua sovente a far parlare di sé. E chi avrà supportato questa volta? Quale trend politicamente corretto avrà seguito? Indovina, indovinello quale simpatico carro avrà spinto oggi? Ma certo, il nuovo moto antirazzista. Così Open Society Foundations, rete di fondazioni internazionali fondate da Soros, ha deciso di donare un pacchetto di aiuti da 220 milioni di dollari per supportare “organizzazioni emergenti e leader delle comunità nere in tutto il Paese”, ovvero negli Stati Uniti. Perché scommette sulla loro “capacità di portarci verso un domani migliore”.

I beneficiari

A rivelare la gentile donazione è stata la stessa organizzazione filantropica con un apposito comunicato, in cui spiega che gran parte del notevole gruzzolo (150 milioni di dollari circa) sarà destinato ad associazioni che si battono per l’uguaglianza razziale. Tra queste vi sono alcuni organizzazioni progressiste e antirazziste come Black Voters Matter Fund, Circle for Justice Innovations, Repairers of the Breach e la Equal Justice Initiative.
Gli altri 70 milioni di dollari messi sul piatto andranno alle autorità locali per sviluppare progetti volti a cambiare il sistema di polizia e di giustizia penale nonché per la formazione politica e l’impegno civico dei giovani con apposite borse di studi.

Il progetto di Open Society

“È stimolante vivere questo momento di trasformazione con il movimento per la giustizia razziale“, ha detto Patrick Gaspard, presidente della Open Society Foundations. “Siamo onorati di poter continuare il lavoro vitale di lotta per i diritti, la dignità e l’equità per le persone oppresse in tutto il mondo, iniziato dal nostro fondatore e presidente, George Soros”, ha specificato Gaspard. “Riconosciamo che la lotta per smantellare il razzismo sistemico è in atto; è esistito dagli albori della repubblica ai giorni nostri ed è incorporato in ogni livello di governo e nei nostri sistemi penali e giudiziari. Ma l’ondata di persone che sono scese in piazza per chiedere a questa nazione di fare meglio – persone di tutte le età, di ogni provenienza e in ogni angolo di questo paese – danno speranza a tutti noi”.

Secondo Tom Perriello, diretto esecutivo dei programmi statunitensi di Open Society, “il successo di questo movimento, il più grande nella storia degli Stati Uniti, sarà misurato nel corso degli anni, non delle settimane“. Già, quello che Perriello definisce in modo un tantino avventato il movimento “più grande” della storia degli Usa, ha bisogno di essere sostenuto anche dal punto di vista economico, altrimenti potrebbe improvvisamente sgonfiarsi. E chi meglio di Open Society potrebbe dare una mano a riguardo? D’altronde sono in gioco le elezioni presidenziali, Trump va tolto di mezzo e insomma, la “società aperta” deve prevalere.

2 Commenti

  1. Soros sembra la trasfigurazione del diavolo, di Satana! Guardate quel ghigno maligno su quella viso consumato e corrotto!

  2. Questo benedetto Soros è l’unica persona al mondo che fa le cose con disinteresse personale.
    Forse mi sbaglio !
    Ci sono altri.
    Per esempio Bergoglio.