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Roma, 3 mar – “Quando Mao starnuta, il mondo si ammala”. E’ un proverbio inglese coniato nel primo dopoguerra e citato nel video dell’Istituto Luce che riproponiamo. Un filmato tristemente evocativo e che induce immediatamente a lasciarsi andare a paragoni storici. Le immagini mostrano scene di vita quotidiana nell’Italia del 1969, quando un’epidemia “arrivata da Hong Kong” (al tempo colonia britannica in Cina) generò una situazione molto simile a quella attualmente causata dal coronavirus. “Strade, uffici e mercati mezzi vuoti”, spiega il giornalista della Rai.

Strane analogie a parte, i numeri così come riportati nel video, ci narrano però di un bilancio generale che al tempo fu ben più drammatico di quello odierno: “13 milioni di italiani a letto, un italiano su 4. E cinquemila sono passati a miglior vita. Le strade, le fabbriche, gli uffici, i mercati, si sono mezzi vuotati. A riempirsi sono stati gli ospedali: doppi letti dunque, anche se le cliniche sono sempre le stesse”.

Resta il fatto che le parole del giornalista ci raccontano una storia di 50 anni fa quasi identica a quella che stiamo vivendo oggi: “L’epidemia di quest’inverno è nata a Hong Kong nel luglio del 1968, un anno e mezzo fa. Ha impiegato 18 mesi per arrivare in Italia ma in compenso ci ha colti del tutto impreparati.  Adesso che è quasi passata, è risalita al nord, ha varcato le Alpi, possiamo fare il bilancio. Negativo, senz’altro. L’influenza non è pericolosa? E chi lo dice?”.

 

Eugenio Palazzini

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