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Nel mondo di Donald Trump, se non altro, non ci sia annoia mai. Il capo della comunicazione Anthony Scaramucci (nomen omen…) è stato licenziato dopo appena 10 giorni. Trump lo aveva nominato a sorpresa il 21 luglio. Ora il neo capo di gabinetto, il generale John Kelly, al suo primo giorno nel nuovo ruolo di braccio destro del presidente, ha chiesto come prima cosa di far fuori Scaramucci. E così è stato. La storia è del resto tutta bizzarra, dato che l’italo americano, dall’aspetto curato come un mafioso dei telefilm, è un finanziere newyorkese che non ha nessuna esperienza in termini di comunicazione. Trump, tuttavia, era stato colpito dal modo in cui Scaramucci lo aveva spesso difeso in tv. Alla sua nomina si erano opposti il capo ufficio stampa Sean Spicer, che si è dimesso, e anche il capo dello staff Reince Priebus. Quest’ultimo sarebbe in teoria il capo di tutto il personale della Casa Bianca, ma le regole d’ingaggio per Scaramucci prevedevano che rispondesse direttamente al presidente e solo a lui. Alla fine anche Priebus si è dimesso e molti ritengono che, in questo modo, Scaramucci abbia fatto da “sicario”, eliminando i membri scomodi del Partito repubblicano attorno a Trump, per poi essere a sua volta scaricato.

Solo pochi giorni fa, Scaramucci si era reso protagonista di un assurdo siparietto con il giornalista del New Yorker, Ryan Lizza, a cui aveva telefonato per conoscere l’identità di una sua fonte. Lizza ha registrato l’intera conversazione e l’ha resa pubblica, specificando poi nell’articolo che il suo interlocutore non ha mai chiesto di mantenerla privata. Scaramucci ha inveito contro il cronista, chiedendogli di far uscire fuori il nome della talpa nella Casa Bianca: “Chi te l’ha detto? Ho chiesto ai ragazzi di non far trapelare notizie, ma proprio non ce la fanno. Tu sei un cittadino americano e questa è una catastrofe per il Paese: per questo ti chiedo, come patriota, di farmi capire chi ha fatto filtrare questa notizia. Se non lo fai li licenzierò tutti, così non ne avrai protetto neanche uno. Saranno cacciati nelle prossime due settimane”. Nel corso della conversazione, Scaramucci insulta più volte Priebus (“è un cazzo di paranoico schizofrenico”) e Bannon (“Io non sono come lui, a me non interessa farmi i pompini da solo”).

Una gaffe non da poco, anche se tradisce una sorta di innamoramento patologico per il presidente. Scaramucci, 53 anni, è un ex gestore di hedge fund, nato professionalmente a Godman Sachs, ha poi fondato doverse società di investimenti. Con l’ascesa di Trump, l’italo-americano ha intravisto la svolta nella sua carriera. Prima ha venduto tutte le sue azioni, poi è stato addirittura scaricato dalla moglie, Deidre Ball, che ha chiesto il divorzio perché detestava Trump. Alla fine, però, è riuscito a entrare alla corte del presidente. Per soli 10 giorni. Con l’arrivo a Washington del generale John Kelly, ex marine pluridecorato, la musica è cambiata, e il primo a farne le spese è stato proprio il vulcanico capo della comunicazione. Chissà se Kelly riuscirà a mettere fine alla guerra tra bande che sta logorando l’amministrazione.

Giuliano Lebelli

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