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Washington, 23 mar – Non si ferma l’emorragia alla Casa Bianca. Un altro consigliere del presidente americano Donald Trump è stato sostituito. Il generale Herbert Raymond McMaster, capo della sicurezza nazionale è stato licenziato via Twitter e al suo posto è stato nominato John Bolton, già sottosegretario di Stato ed ex ambasciatore Usa all’Onu, definito un superfalco. Il passaggio ufficiale delle consegne avverrà il 9 aprile.
McMaster, amico di Trump ma in divergenza con lui principalmente sulla visione dell’Iran, è il secondo consigliere sulla sicurezza che Trump cambia da quando ha assunto la presidenza americana 14 mesi fa. Aveva preso il posto di Michael Flynn, licenziato sullo sfondo del Russiagate. Con Bolton sembrerebbe ci sia una maggiore affinità di pensiero, dal momento che da sempre è stato critico in merito all’accordo sul nucleare. Ai tempi di George W.Bush, Bolton progettò l’invasione dell’Iraq prima e dell’Afghanistan poi. Propose di bombardare preventivamente le centrali nucleari iraniane. E in fatto di Medio Oriente secondo Bolton la soluzione dei problemi alla crisi dell’area era la creazione del Sunnistan, uno stato a cavallo tra Siria e Iraq. Un’idea che gli venne nel 2015.
Oggi Bolton è favorevole alla guerra contro Corea del Nord, auspica un “regime change” in Iran e ritiene un’idea “morta” la soluzione dei due Stati nel conflitto israelo-palestinese. In fatto di Russia, Bolton ha suggerito a Trump di non fidarsi di Putin.
I continui rimpasti nell’amministrazione Trump stanno andando a formare un tridente di falchi. John Bolton andrà ad affiancare l’ex capo della Cia Mike Pompeo, nominato segretario di Stato al posto del silurato Rex Tillerson e che più volte, da deputato al Congresso, ha proposto un intervento in Corea del Nord e ha chiesto di uscire dall’accordo con l’Iran sul nucleare. Con loro, sulla stessa linea di pensiero c’è Nikki Haley, l’ambasciatore all’Onu degli Stati Uniti, fortemente critica nei confronti dell’accordo sul nucleare iraniano.
Con il generale Mc Master sono 25 gli uomini nominati da Trump che sono stati sostituiti nei loro incarichi da quando è cominciata la presidenza. Alcuni sono stati licenziati, altri hanno rassegnato spontaneamente le loro dimissioni. Tutti, però, hanno in comune una differente visione da Donald Trump, o forse del suo cerchio magico composto prima di tutto da sua figlia Ivanka e da suo genero Jared Kushner.
Anna Pedri

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