Barcellona, 11 sett – Carola Rackete, capitano della Sea Watch che a fine giugno violò le acque territoriali italiane per portare a Lampedusa un nuovo carico di immigrati irregolari non si pente della scelta fatta e anzi, ribadisce che è pronta a tornare in mare.

“C’è bisogno di agire”

“Sono ancora su una lista di persone pronte a partire” dichiara l’attivista tedesca “Se c’è bisogno sono pronta perché penso sia un dovere molto importante recuperare i naufraghi che partono dalle coste della Libia“. E ancora: “C’è bisogno di agire perché ogni settimana centinaia di persone perdono la vita nel Mediterraneo, che credo sia il nostro comune confine europeo”.

“L’Unione Europea sta costruendo muri ai confini del mare e finanzia milizie che respingono i rifugiati di nuovo in Libia, dove sappiamo che subiscono torture” dice la Rackete, accusando dunque l’Europa di connivenza con nientemeno che i miliziani libici. Ricordiamo, però, che la stessa Rackete ad agosto “confessò” candidamente di aver ricevuto l’ordine di sbarcare in Italia proprio dalla Germania, il suo paese natio: “La Germania e altri Paesi europei hanno una responsabilità storica per la situazione attuale e per le strutture di potere che lì si sono create. Dobbiamo assumerci quindi la responsabilità di tirarli fuori dalla situazione in cui li abbiamo condotti”, affermò la Rackete. La capitana rispose poi all’accusa di molti suoi connazionali che le hanno mosso critiche per aver fatto il gioco dei trafficanti e degli scafisti: “Sarebbe interessante chiedere ai migranti stessi che cosa ne pensano di questa teoria. Chiedergli perché fuggono. Le storie che ho avuto modo di ascoltare in prima persona raccontano di violenze, di schiavitù, di stupri. Credo sia questo il motivo per cui fuggono”.

La denuncia contro Salvini

Intanto, La denuncia presentata dalla Rackete a luglio nei confronti di Matteo Salvini ha dunque avviato il procedimento contro il “capitano”. La procura di Roma ha così iscritto Salvini nel registro degli indagati e gli atti della denuncia sono stati inviati, per competenza territoriale, alla procura di Milano, dove appunto risiede l’ex vicepremier.

Ilaria Paoletti

3 Commenti

  1. Dio NETTUNO , te la offriamo col suo equipaggio ed i suoi “ospiti” !

    Krucca , sciacquati la bocca quando parli del
    MARE NOSTRUM !!!!

    Se questa minus abens crede alle storie che raccontano i bongos palestrati che scarica (immondizia) in ITALIA … è più scema (o ipocrita) di quel che si immagini …. o gli guarda il pisellino e non capisce più niente …..
    il papino , per altro , è un trafficante d’armi (anche droga ???)
    con l’africa …… manda avanti l’azienda di famiglia ????

    Per i fessi che parlano male dei muri …. franceschiello compreso ….
    guardate le magini satellitari , l’unico segno della presenza dell’uomo è LA GRANDE MURAGLIA !
    Salvo’ la Cina dalle invasioni ….. per fortuna NON avevano il vaticano …
    Basta 8%o , basta concordato , il pampero , lo mantengano i kattokom !!!!
    e…
    Scisma subito !

  2. Dicono di volere “porti sicuri”… Molto bene! Rendiamo i porti Italiani i meno sicuri che esistano, per le “oenneggi’ ” e per i rifiuti dei “paesi cesso” che ci vorrebbero impunemente ed impudentemente scodellare! A BUON INTENDITOR…..

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