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Washington, 28 ago – Donald Trump attacca duramente l’Nba, dopo la decisione del basket professionistico americano di non giocare e fermare il campionato in segno di solidarietà con il movimento Black lives matter. La decisione dei cestisti Usa era seguita alle proteste per il ferimento di Jacob Blake a Kenosha nel Wisconsin ad opera della polizia. I primi a fermarsi erano stati i Milwaukee Bucks, squadra che rappresenta sportivamente la città più popolosa dello Stato che si affaccia sul lago Michigan.

Trump: “Le persone sono stanche dell’Nba” 

“Non so molto della protesta Nba”, ha detto Donald Trump in conferenza stampa. “So che le loro valutazioni sono state pessime perché penso che le persone siano un po’ stanche dell’Nba francamente. Ma non so molto della protesta ma so che le loro valutazioni sono state pessime e questo è un peccato. Sono diventati come un’organizzazione politica e questa non è una buona cosa per lo sport e per il Paese.

Davide Romano

2 Commenti

  1. I soldatini dello sport si inginocchiano, si fermano, mostrano a tutti il loro sdegno – soprattutto via social. In realtà, fanno la figura di un obbediente esercito di soldatini omologati e privi di qualsiasi consapevolezza del presente – in definitiva, appaiono per quello che sono: gli utili idioti dei centri del potere. Eduardo Galeano disse: “Come preservare questa disuguaglianza se non con le scosse elettriche?”.
    Certamente, uno dei modi per distogliere l’attenzione dalla progressiva erosione dei diritti sociali avvenuta negli ultimi 40 anni in Occidente, è quello di concedere ampio spazio alla lotta contro tutte le discriminazioni ontologiche e fomentare feroci contrapposizioni all’interno delle popolazioni. Non è un caso se tutte le “battaglie” civili registrino una copertura mediatica strabiliante, il compiaciuto sostegno di multinazionali, campioni dello sport, attori di Hollywood, personaggi della cultura e della politica. Il sistema non regge più, non è più in grado di rispondere alle problematiche della maggioranza delle persone ed allora cavalca quel feticcio di conflitto politico contemporaneo inerente i diritti civili.
    Indubbiamente questo genere di “battaglie” appaiono davvero vantaggiose per le classi dominanti: distolgono lo sguardo dei ceti inferiori dai comuni interessi di classe: disuguaglianze scandalose; precarietà e flessibilità lavorativa; disoccupazione ormai cronica; privatizzazioni; scuola allo sfascio; smantellamento dello stato sociale; flussi migratori inarrestabili; svuotamento della democrazia; poteri sovranazionali irresponsabili e cittadini divenuti ormai irrilevanti.
    Un’altra delle caratteristiche delle lotte per i diritti civili è quella inerente il carattere profondamente divisivo che le contraddistingue: bianchi vs neri; uomini vs donne; autoctoni vs migranti; LGBT vs Etero, ecc. Tutte queste problematiche vengono volutamente affrontate da un punto di vista meramente ideologico. Non sono ammesse analisi, riflessioni, il pensiero è bandito: prevale l’insulto, l’intolleranza settaria imperversa. Ma l’elemento principale per il quale i poteri forti sostengono e promuovono la tutela dei diritti civili è che non mettono assolutamente in discussione l’attuale struttura di potere e gli interessi dei ceti dominanti non vengono minimamente intaccati. Le battaglie contro tutte le discriminazioni – oggigiorno – sono assolutamente funzionali alla perpetuazione del Sistema dominante e alla legittimazione e al consolidamento dei rapporti di potere vigenti nella nostra società.
    Manifestazioni: Gilets Jaunes da una parte e Antifa, BLM, Movimento Greta, Femminismo, Sardine dall’altra: confrontate le reazioni di Governo e Media: capirete quali sono le battaglie che disturbano il Potere e quali invece finiscono per costituirsi come un utile diversivo.

  2. Ottima disamina, Alexandro 12, condivisibile in toto. Vorrei solo dissentire per quanto riguarda i ” soldatini omologati “, privi di consapevolezza. Ce l’hanno eccome, la contezza del presente, sono multi milionari foraggiati dal sistema, perché funzionali alla distrazione di massa, quindi si comportano in tal maniera per accondiscendere al volere dei loro datori di lavoro. Non a caso, durante la campagna elettorale di Hilary Clinton, molti di questi, supposti, campioni parteciparono ai suoi comizi elettorali, assieme a cantanti e starlette varie. Si abbeverano alla stessa fonte, quella del pensiero unico dominante, quindi si recano agli happening di coloro che permettono l’opulenza in cui sguazzano.

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