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Washington, 12 ott – «Stanno cercando di minare in ogni modo l’eredità di Colombo». Questa l’accusa lanciata dal presidente americano Donald Trump durante il suo annuale intervento per il Columbus Day, la festa del 12 ottobre celebrata in molti Paesi delle Americhe per commemorare il giorno dell’arrivo di Cristoforo Colombo nel Nuovo Mondo, il 12 ottobre 1492. Una celebrazione da anni al centro di feroci polemiche legate al fatto che l’arrivo di Colombo nel Nuovo continente avrebbe dato origine allo sterminio degli indigeni. Polemica che quest’anno il Black lives matter non sta mancando di cavalcare con fervore.

«Con il Columbus Day ricordiamo il grande italiano che ha aperto un nuovo capitolo della storia mondiale», sottolinea Trump soffermandosi sul «il permanente significato della sua azione per l’emisfero occidentale». Il tycoon insiste attaccando gli oppositori di sinistra che vorrebbero veder cancellata definitivamente la ricorrenza: «Questi estremisti cercano di sostituire la storia con accuse di fallimenti», afferma. «Tentano di sostituire le sue scoperte con le atrocità e le sue conquiste con le trasgressioni».

Trump continua poi in merito alle responsabilità dei colonizzatori riguardo ai genocidi delle popolazioni native:  «Invece di imparare dalla nostra storia, l’ideologia radicale e chi vi aderisce cercano di rivisitarla. La privano di ogni splendore e la segnano come profondamente negativa», continua Trump. «Noi non dobbiamo cedere a queste tattiche. Dobbiamo insegnare alle generazioni future la nostra storia, cominciando con la protezione dei monumenti dei nostri intrepidi eroi. Proprio come Colombo». Proprio riguardo a questo punto, Trump ricorda i molteplici episodi di vandalismi ai danni dei monumenti dedicati all’esploratore italiano, devastati dalla furia iconoclasta del Black lives matter e degli antifascisti. Il presidente aveva firmato a giugno «un ordine esecutivo» con il quale viene perseguito severamente chiunque si macchia di vandalismi o devastazioni ai danni di monumenti che ricordano la storia degli Stati Uniti.

Cristina Gauri

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