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Washington, 1° giu – Donald Trump ha annunciato che «il governo degli Stati Uniti inserirà i collettivi Antifa nella lista delle organizzazioni terroristiche». L’annuncio è stato diffuso dal presidente Usa nel tardo pomeriggio di ieri su suoi canali social. La decisione è scaturita dai disordini che si stanno verificando in tutta la nazione a causa della morte di George Floyd, l’afroamericano ucciso dalla polizia di Minneapolis. Secondo Trump, infatti, la memoria di Floyd sarebbe stata «disonorata da rivoltosi, saccheggiatori e anarchici», tant’è che aveva promesso che «la mia amministrazione fermerà la violenza di massa».

Le parole di Trump e Pompeo

Ieri mattina, inoltre, anche il segretario di Stato, Mike Pompeo, aveva dichiarato che le violenze degli ultimi giorni sarebbero da imputare alla sinistra radicale statunitense. «Resta ancora da vedere esattamente come le proteste pacifiche da parte di persone chiaramente rattristate e frustrate dal comportamento della polizia contro George Floyd siano diventate violente. Non so esattamente come si sia arrivati a questo punto, ma abbiamo già visto questo schema, con outsider che si infiltrano», ha spiegato Pompeo puntando il dito contro gli Antifa. Donald Trump ha poi accusato la stampa mainstream – o, come la chiama lui, lamestream, cioè «zoppa», «non convincente» – di diffondere fake news e di «fomentare l’odio e l’anarchia».

Come si fermano gli Antifa?

Ora è da vedere come il presidente degli Stati Uniti riuscirà effettivamente a dichiarare il movimento Antifa un’organizzazione terroristica. Questa designazione, infatti, è attribuita solitamente a gruppi stranieri che portano avanti attività violente contro il governo Usa. Inoltre, a differenza di altre nazioni, gli antifascisti a stelle e strisce non rappresentano un’organizzazione unitaria, ma sono frammentati in diversi collettivi. Ad ogni modo, anche molti democratici non vedono di buon occhio queste frange violente. Nel 2017, per esempio, la dem Nancy Pelosi aveva parlato di «azioni violente di persone che si definiscono antifa», chiedendo che i violenti fossero arrestati e assicurati alla giustizia. Stesso discorso per i politici conservatori, che spesso vengono presi di mira dagli Antifa attraverso attività di dossieraggio e, in alcuni, anche aggressioni fisiche.

Vittoria Fiore

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