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Roma, 1 giu – Ricorrere al Mes “all’Italia conviene” e la richiesta degli imprenditori che lo chiedono “è ragionevole”. Così il commissario Ue agli Affari economici Paolo Gentiloni torna a promuovere con insistenza la trappola del Fondo salva Stati. E lo fa dai microfoni di Radio 24 (emittente del Sole 24 Ore, il quotidiano di Confindustria). L’ex premier è convinto: “Si tratta di prestiti particolarmente vantaggiosi per Paesi che hanno un tasso di interesse alto come l’Italia. Al nostro Paese conviene più che ad altri. La Commissione europea – prova ancora a pubblicizzare il Mes – ha lavorato molto per togliere le condizionalità che all’inizio c’erano”. Ma in verità il prestito Ue per le spese sanitarie legate all’epidemia da coronavirus non sarebbe affatto conveniente per l’Italia, costretta a sottostare alle clausole di restituzione dei soldi, che di fatto commissarierebbero la nostra economia.

“Spagna e Grecia non lo utilizzeranno? Non ho notizie che non lo faranno”

“Un Paese come la Francia ha una condizione riguardo i tassi di interesse non identica a quelli dell’Italia. Vedremo se il governo spagnolo o quello greco lo utilizzeranno. Non ho notizie che non lo faranno“, risponde Gentiloni in merito ai dubbi circolati sul fatto che ricorrere al Mes non sia poi così conveniente. “Per dire che l’Italia sta sprecando questa occasione – precisa – è un po’ presto. Qui ci sono prestiti vantaggiosi per un Paese come il nostro, un primo pacchetto da 500 miliardi attivabile nelle prossime settimane. Un secondo pacchetto da 750 miliardi ha bisogno del via libera dei governi e della ratifica dei parlamenti”.

Il commissario pubblicizza pure il Recovery fund

A tal proposito, Gentiloni pubblicizza anche sul Recovery fund, la proposta dell’asse franco-tedesco per aiutare i Paesi colpiti dalla crisi economica scatenata dal lockdown che di fatto è un’altra fregatura. Il pacchetto Merkel-Macron per il commissario Ue “al momento è un passo in avanti straordinario verso l’obiettivo di dotare l’Europa di una politica economica che abbia delle risorse a disposizione“. Un bel modo non c’è che dire per infiocchettare la possibilità che i Paesi Ue trovino l’accordo (c’è già il no dell’Olanda, per esempio) per utilizzare i soldi del bilancio 2021-2027. Anche in merito al Fondo Ue Gentiloni ci tiene a sottolineare che “la Commissione ha lavorato molto per togliere a questi strumenti le condizionalità che c’erano. Abbiamo dovuto modificare molte regole attuative”. Resta il fatto – ma questo non lo dice – che sono soldi da restituire.

Poi ammette: “I colloqui sulle proposte della Commissione saranno difficili”

Poi Gentiloni ammette che la trattativa sul Recovery fund è tutta in salita. I colloqui sulle proposte della commissione sul Bilancio Ue “saranno difficili e dobbiamo rispettare la legittimità di posizioni diverse”, “ma sono piuttosto fiducioso che questa discussione non minerà, per cosi’ dire, l’architettura dell’edificio”, commenta intervistato da Politico. Secondo l’ex premier il Recovery “è fondamentale” per far funzionare il piano. I 27, continua il commissario Ue, sono divisi su aspetti quali “la dimensione, la durata dei prestiti, l’allocazione”, ma “non credo che i grandi pilastri della proposta saranno cambiati”. Il commissario è convinto che il piano franco-tedesco sia stato “importante per rendere la nostra proposta non solo solida, ma anche più forte e più realistica”. “Alcuni dei Paesi frugali (che poi sarebbero i falchi del nord, ndr) vogliono che sia chiaro che l’attuale spesa sia un esercizio una tantum – e vogliono che sia impegnato nella carta“. In tal senso, Gentiloni riconosce che “la necessità di una politica fiscale più forte e coordinata nell’Ue non è una nuova questione e ora abbiamo una base per andare in questa direzione”, conclude. Anche se il tono è proprio di chi fa i conti senza l’oste.

Adolfo Spezzaferro

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