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RENO, NV - FEBRUARY 23: Republican presidential candidate Donald Trump walks onto the stage during a rally at the Nugget February 23, 2016 in Sparks, Nevada. The Nevada GOP caucus is tonight.   David Calvert/Getty Images/AFP

Roma, 24 feb –Donald Trump sbanca anche il Nevada. I caucus nello stato di Las Vegas vanno ancora una volta all’outsider del Partito repubblicano, quello a cui nessuno credeva, l’impresentabile, il politico improvvisato odiato dal suo stesso partito. In Nevada, Trump ha ottenuto il 42,2% delle preferenze. Al secondo posto è testa a testa invece tra Marco Rubio e Ted Cruz, con il primo al 23% rispetto al 22% di Cruz. Nettamente staccati gli altri candidati repubblicani in corsa, con l’ex chirurgo Ben Carson all’8,1% e il governatore dell’Ohio John Kasich al 3,9%.

Per il tycoon newyorchese è la terza vittoria consecutiva dopo il successo nelle primarie di New Hampshire e South Carolina. Nei caucus dell’Iowa, invece, Trump era arrivato secondo dopo il senatore texano Ted Cruz. “I prossimi due mesi saranno fantastici. E forse vinceremo in meno di due mesi”, ha affermato il magnate. Delusione per Rubio, che qui poteva ricostruire la strada per il suo riscatto: in Nevada ha vissuto la sua adolescenza. Inoltre è un ispanico, figlio di cubani: era facile immaginare che in uno stato a forte presenza ispanica avesse la meglio lui, anche perché Trump non è mai stato tenero con quella comunità etnica. E invece non solo Rubio è arrivati nettamente staccato, ma perfino tra gli ispanici Trump lo ha schiacciato, conquistando il 44% di questi elettori. Una ulteriore conferma di una dinamica arcinota: l’immigrato integrato è spesso in prima fila contro i nuovi arrivi di immigrati non integrati. Ora l’appuntamento è per il Supermartedì primo marzo, quando verranno assegnati quasi un terzo dei delegati. Si voterà in Texas, stato di Ted Cruz. Ma ormai Trump è inarrestabile, in casa e fuori casa.

Giuliano Lebelli

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