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Immagine della grande manifestazione a Berlino contro il Ttip

Berlino, 11 ott – Mai vista una manifestazione così negli ultimi 25 anni in Germania: tra 150mila e 250mila i partecipanti, sabato 10 ottobre a Berlino, alla gigantesca marcia contro il Ttip – Trattato di partnership transatlantica per il commercio e gli investimenti.

Della natura opaca del Ttip, delle trattative condotte a livelli insondabili da parte delle popolazioni coinvolte, così come degli obiettivi generici di rimozione delle barriere al libero scambio tra le due sponde dell’Atlantico, sia in termini finanziari (dazi doganali) sia regolamentari (standardizzazione delle prescrizioni ambientali, sanitarie, del mercato del lavoro e così via) si è già discusso approfonditamente, concentrandoci anche su aspetti specifici di grande rilevanza come l’inevitabile invasione di pesticidi il cui effetto drammatico sulla salute è stato riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale, reso possibile dalla sciagurata clausola che prevede per le grandi corporation di intentare causa agli Stati in condizione di parità e in sede di arbitrato internazionale.

Così come gli esiti per le economie del vecchio continente sono destinati a essere quanto mai negativi in ragione sia del prevedibile crollo degli scambi interni grazie – si fa per dire – sia ai sussidi più o meno nascosti praticabili negli Usa in virtù della posizione dominante del dollaro quale valuta di riserva mondiale, sia alla contrazione dei redditi da lavoro, individuali e complessivi, in Europa, conseguenza della rincorsa verso il basso (si pensi per esempio alla facilità delle delocalizzazioni nell’est europeo che risulterebbe dall’adozione del Trattato).

Valga per tutti il titolo del sommario di uno studio curato da un ricercatore di origini italiane della Tufts University (Usa): “Ttip: disintegrazione europea, disoccupazione, instabilità”.

Infine, come non ricordare la recentissima vicenda del cugino del Pacifico, il Tpp – Accordo di partnership trans-pacifica – le cui prescrizioni sui brevetti dei medicinali rappresentano un vero e proprio attacco alla salute delle popolazioni a tutto vantaggio delle multinazionali del farmaco, particolarmente contestate dalla stessa organizzazione Medici Senza Frontiere che appena due giorni prima della conclusiva maratona negoziale sul Tpp ha subito il devastante attacco aereo americano in Afghanistan. Allora – pochi giorni fa – concludemmo che “il pubblico europeo, per addormentato e manipolato che sia, dovrebbe essere cosciente di cosa lo aspetta con la prossima entrata in vigore anche del Ttip… e anche i soggetti che tuttora vi si oppongono, tra cui importanti personalità francesi anche di governo, sono avvertiti: il rischio di malaugurati incidenti è previsto in aumento”.

Ebbene, almeno il pubblico tedesco sembra essersene reso conto, se la chiamata alla manifestazione berlinese promossa da un ampio schieramento di forze, da alcuni partiti di sinistra ai sindacati, da formazioni ecologiste e fino ai nazionalisti identitari di Pegida e del Npd, ha riscosso un successo che neppure i più ottimisti tra gli organizzatori si aspettavano.

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Cartello di protesta esibito nella manifestazione di Berlino, contro l’abbassamento degli standard di qualità alimentare

Mentre anche gli effetti sulla classe media americana e più in generale sui lavoratori d’oltreoceano sono destinati a essere negativi, perpetuando la contrazione dei redditi all’origine della debolezza della domanda, di cui tuttavia l’opinione pubblica di quel paese appare completamente ignara, le parole d’ordine della marcia germanica – contro l’attentato alla sicurezza alimentare e agli standard di lavoro e ambientali – appaiono il frutto consapevole di uno sforzo di comprensione di lunga durata. Come riporta la Reuters: “L’opposizione al Ttip è cresciuta nell’ultimo anno in Germania, con i critici all’attacco del Trattato nel timore che troppo potere passi di mano dagli Stati sovrani e dalla stessa Unione europea alle grandi multinazionali, alle spese di consumatori e lavoratori”.

È da sottolineare che, se il Ttip sarà effettivamente ratificato il prossimo anno, come previsto, sarà definitivamente delineata la divisione del mondo in due blocchi economici frontalmente contrapposti: il blocco a guida americana, inclusivo tra gli altri di Giappone, Australia ed Europa, da una parte, e il blocco a guida russo-cinese dall’altra, quest’ultimo esteso all’Asia centrale e all’Iran (e probabilmente all’Iraq), in costante e feroce competizione per l’accesso a risorse energetiche e materie prime sempre più scarse e costose. Una nuova poderosa cortina di ferro, impermeabile alle strategie non più sovrane delle Nazioni, i cui rapporti reciproci saranno governati da interessi finanziari ben più spietati rispetto alle ideologie apparentemente contrapposte della guerra fredda.

Francesco Meneguzzo

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