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Roma, 11 apr – Quando si parla di nazioni straniere che operano in Africa il primo Paese che viene in mente è la Cina. La cosa non sorprende, visto che il gigante asiatico da anni mira ad accedere ai ricchi giacimenti di materie prime africani in cambio di progetti infrastrutturali e aiuti economici. Ciò che è meno noto è il fatto che anche la Turchia è presente in Africa in misura notevole.

Il caso più eclatante è quello del colosso dell’acciaio Turco Tosyali Holding, che ha costruito acciaierie in Senegal e Algeria. Non è un caso isolato, visto che altre aziende turche stanno partecipando alla costruzione di nuove linee ferroviarie in Tanzania.

La Turchia sbarca in Algeria

L’interesse del governo turco per l’Africa non si ferma qui e a fine gennaio il presidente Recep Tayyip Erdogan si è recato in Algeria per firmare un accordo commerciale del valore di 5 miliardi di dollari e anche discutere del progetto di costruire assieme un impianto petrolchimico nella provincia turca di Adana. La scelta di firmare un accordo con l’Algeria non e casuale visto che tra Algeria e Turchia ci sono buone relazioni e la prima rappresenta una via d’accesso non solo per il contesto nordafricano ma per tutto il continente. I leader dei due Paesi hanno discusso di una possibile cooperazione nei settori dell’economia, del commercio, del turismo e della difesa. In relazione a quest’ultima il presidente turco non ha nascosto l’intenzione di collaborare più strettamente permettendo alle aziende turche di fornire materiale alle forze armate algerine. Secondo i dati forniti dall’istituto di statistica turco nel periodo che va da gennaio a novembre del 2019 la Turchia ha esportato in Algeria beni per 1,74, un viatico importante per raggiungere l’obiettivo di rafforzare la cooperazione commerciale tra le due nazioni.

Questo accordo commerciale è importante ma non è il solo motivo della visita di Erdogan visto che i leader dei due Paesi hanno deciso di partecipare alla costruzione di uno stabilimento petrolchimico nella provincia turca di Adana. L’impianto, del valore di 1,4 miliardi di dollari, sarè costruito assieme dalla società turca Ronesans Holding e dall’azienda petrolifera statale algerina Sonatrach la quale deterrà una partecipazione del 34% (Rosenans avrà il rimanente 66%) e sarà operativo a luglio del 2022. Sonatrach non si limiterà a partecipare a quello che è forse il suo primo progetto in territorio straniero ma si impegnerà a fornire ogni anno 450 tonnellate di propano che verrà usato per produrre prolipropilene.

Giuseppe De Santis

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