Roma, 15 mar – Venti giorni di guerra in Ucraina. Un palazzo residenziale di Kiev è stato bombardato, mentre le truppe russe controllano adesso l’intero territorio della regione meridionale ucraina di Kherson, sul Mar Nero.

Mosca: “Preso il controllo dell’intera regione di Kherson”

“Le forze armate russe hanno preso il pieno controllo dell’intero territorio della regione di Kherson”, dice il portavoce del ministero della Difesa di Mosca, Igor Konashenkov, citato dalla Tass. Secondo Konashenkov, un gruppo di truppe della Repubblica popolare di Donetsk ha sfondato le difese dei “nazionalisti ucraini”, prendendo il controllo del villaggio di Panteleimonovka. A questo punto la Russia controlla tutta la parte costiera dell’Ucraina, fatta eccezione per Odessa e le zone limitrofe. E’ quindi verosimile che la splendida città portuale, la quarta più popolosa del Paese, sarà presto cinta d’assedio e attaccata dai russi.

Kiev, palazzo residenziale bombardato: due morte

Intanto alcuni soccorritori ucraini hanno riferito che due persone sono morte nel bombardamento di un palazzo residenziale di Kiev, mentre altre 27 sono state tratte in salvo. Sempre nella capitale e nelle zone limitrofe, poco prima dell’alba, sono state avvertite diverse esplosioni. Particolarmente bersagliato dalle forze russe sembra essere il distretto di Svyatoshynskyi, molto vicino al sobborgo di Irpin, dove i combattimenti infuriano da diversi giorni. Un palazzo di 16 pieni è stato bersagliato da tiri di artiglieria e ha preso fuoco.

“La guerra finirà a maggio”

In questo scenario drammatico, non si vedono spiragli concreti per un cessate il fuoco, anche se oggi riprenderanno i negoziati tra delegazioni russa e delegazione ucraina. Sta di fatto che le stesse autorità di Kiev ritengono che il conflitto sia destinato a durare ancora a lungo. “Penso che entro maggio, all’inizio di maggio, dovremmo avere un accordo di pace“, ha dichiarato Oleksiy Arestovich, consigliere del capo di gabinetto del presidente ucraino. A suo avviso “o ci sarà un accordo di pace raggiunto rapidamente, in una o due settimane, con il ritiro delle truppe e tutto il resto, oppure ci sarà un tentativo di mettere insieme alcuni, diciamo, siriani, per un secondo round e, quando avremo respinto anche loro, un accordo entro metà aprile o fine aprile”.

Alessandro Della Guglia

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