Roma, 11 giu – Ad essere ironici, con una punta di sarcasmo, si potrebbe rispondere a Jean-Claude Juncker citando Alberto Sordi nei panni del Marchese del Grillo: “Voi sapé la procedura? Io i sordi nun li caccio e tu nun li becchi”. L’ennesimo, e speriamo ultimo, attacco del presidente della Commissione europea all’Italia, è d’altronde segno di pura arroganza e supponenza. Ma non basta, è in particolare il tono minaccioso ad essere inaccettabile. “Pensiamo che l’Italia si stia muovendo in una direzione sbagliata, quindi dobbiamo prendere decisioni rilevanti in questo campo, ma penso che l’Italia rischia di essere nei prossimi anni nella procedura per i disavanzi eccessivi“, ha detto Juncker in un’intervista a Politico.eu.

“Questo problema dell’Italia è un problema serio” – ha poi detto – “non voglio umiliare la Repubblica italiana con dichiarazioni pubbliche, perché ne ho il più grande rispetto per diverse ragioni, ma riteniamo che si stia muovendo in una direzione sbagliata”. Il presidente uscente della Commissione Ue insiste dunque con le bacchettate fuori luogo.

“L’Italia è l’Italia e ha i problemi dell’Italia, diversi dai problemi degli altri paesi, ma simili sotto certi aspetti – detto ancora Juncker – stiamo introducendo queste misure di flessibilità” e “il riconoscimento delle riforme strutturali, tenendo conto dei problemi dei cicli economici e dei terremoti e di altri problemi”, ha sottolineato il presidente della Commissione europea aggiungendo che questo a suo avviso “nessuno in Italia lo sa perché il governo italiano dà l’impressione che la Commissione sia contro il Sud Europa e questo è sbagliato”. La nostra impressione è invece che Juncker, a fine mandato, non abbia perso l’occasione per “sparare” ancora una volta contro l’Italia. D’altronde è il suo trastullo preferito.

Alessandro Della Guglia

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3 Commenti

  1. Ignobile vigliacco comunista, inadeguato e f arrogante, triste e codardo come tutti i sinistrorsi,di una bruttezza morale e materiale indegna. Ipocrita euro dittatore ed infingardo burocrate parassita.

  2. Ma questo burocrate non eletto quando se ne và? Forse torna a fare il presidente del paradiso fiscale lussemburgo dove permetteva che molte aziende che facevano i profitti in Italia pagassero molto meno depauperando il nostro paese?

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