Roma, 10 nov — Quando si dice la sorte beffarda: Tyree Moorehead, afroamericano sedicente «attivista contro le armi da fuoco» è stato freddato dalla polizia di Baltimora mentre stava per uccidere una donna con un grosso coltello da macellaio. Il filmato della bodycam indossata dall’agente che ha sparato — e di cui il DailyMail ha pubblicato i fotogrammi salienti — mostra Moorehead a cavalcioni della sua vittima mentre le punta la lama alla testa, pochi istanti prima di cadere sotto i colpi esplosi dal poliziotto.

Attivista contro le armi ucciso mentre cerca di accoltellare una donna 

Il filmato mostra il punto di vista dell’agente Zachary Rutherford mentre arriva sulla scena dell’aggressione chiedendo rinforzi; Moorehead compare nella sua visuale a cavalcioni della donna, mentre le sta puntando il coltello in faccia. «Lascia il coltello, scendi», gli intima Rutherford. Ma l’attivista anti violenza non sente ragioni. A quel punto l’agente esplode i colpi — più di una dozzina —, l’aggressore cade per terra e la donna riesce a sgaiattolare via. L’attivista è morto in ospedale, la donna non ha subìto danni. Al decesso di Moorehead sono immediatamente seguite le proteste degli attivisti afroamericani, che hanno accusato l’agente di «uso esagerato delle armi». Proteste messe a tacere dal commissario della polizia di Baltimora Michael Harrison, che ha apertamente difeso l’operato dell’agente: «Sia chiaro per tutti: questo poliziotto ha salvato la vita di questa donna».

Strano modo di fare attivismo

Moorehead, che «vantava» un passato in una gang e una sentenza di 18 anni di galera per un omicidio di secondo grado commesso quando aveva 15 anni, era noto per il suo tentativo di riabilitarsi creando più di 250 «no gun zones» in tutta Baltimora. L’anno scorso aveva fatto parlare di sé dichiarando a Fox45 che il modo migliore di fermare le sparatorie fosse pagare i criminali per non ammazzare le persone. L’attività di sensibilizzazione consisteva nello scegliere luoghi in cui era stato commesso un delitto per arma da fuoco — luoghi di cui la città Baltimora non è certo carente — e «segnarli» con la scritta a bomboletta spray no gun zone, per accrescere la consapevolezza nei confronti di tal problema. Coerentemente con la propria battaglia, Moorehead stava sì cercando di ammazzare una donna, ma con un’arma bianca. 

Cristina Gauri

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4 Commenti

  1. Veramente una pensata geniale quella di fermare le sparatorie pagando i delinquenti perchè “stiano bravi”. Così tutta la delinquenza del mondo si da appuntamento a Baltimora, per approfittare della mangiatoia. Altro che attivista, quello aveva trovato la soluzione comoda per continuare a fare il delinquente ed avere anche una prebenda da parte dello stato!!!

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