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Roma, 1 lug – Doccia fredda per le autorità sanitarie europee e britanniche, le quali, come riporta il Guardian, si sono viste sfuggire l’acquisto – almeno per i prossimi tre mesi – del farmaco Remdesivir: si tratta di uno dei farmaci che maggiormente hanno dimostrato efficacia nell’azione di contrasto al Covid-19. A farne incetta gli Stati Uniti, con una autentica azione di rastrellamento sul mercato che molto ha preoccupato esperti e commentatori e che ha scarsi precedenti.

L’amministrazione statunitense a guida Trump si era già distinta, nel cuore della pandemia, per azioni unilaterali, senza concordare con altri Paesi strategie sanitarie o cooperazione medico-scientifica: un decisionismo che ora raggiunge il livello ulteriore, azzerando, per l’appunto, le scorte di Remdesivir.

Per quanto l’atteggiamento degli Stati Uniti possa sembrare opportunistico e predatorio, vi è da dire che alcune avvisaglie potevano pure essere scorte all’orizzonte; infatti il Remdesivir è stato il primo farmaco a godere di espresso riconoscimento dalle autorità sanitarie statunitensi in termini di trattamento contro il Covid-19. Prodotto dalla casa farmaceutica Gilead, ha mostrato eccellenti risultati nella fase di superamento della sintomatologia della malattia pandemica. All’esaurimento delle prime 140.000 dosi distribuite alle sperimentazioni farmacologiche su base mondiale, fa seguito ora l’acquisto da parte degli USA della intera produzione Gilead fino a settembre, per un totale di 500.000 dosi.

Sconcerto viene espresso in seno alla comunità scientifica. «Hanno avuto accesso alla maggior parte dell’offerta di Remdesivir, quindi non c’è nulla per l’Europa», asserisce il dott. Andrew Hill, ricercatore senior presso l’Università di Liverpool. In effetti, qualche campanello di allarme sarebbe dovuto scattare, in seno ai vari governi, subito dopo il riconoscimento degli effetti benefici del farmaco da parte delle autorità americane; in un Paese che si sta trascinando ormai da mesi in una serrata campagna elettorale, era piuttosto prevedibile che l’amministrazione in carica avrebbe potuto operare in un modo così poco diplomatico – ma elettoralmente efficace.

Non a caso, l’acquisto della intera produzione del farmaco è stata celebrata da trionfalistiche dichiarazioni da parte del segretario alla salute e ai servizi umani degli Usa, Alex Azar, il quale ha rimarcato come «Il presidente Trump ha raggiunto un accordo straordinario per garantire agli americani l’accesso al primo terapeutico autorizzato per Covid-19. Per quanto possibile, vogliamo garantire che qualsiasi paziente americano che abbia bisogno di Remdesivir possa ottenerlo. L’amministrazione Trump sta facendo tutto ciò che è in suo potere per saperne di più sulla terapia salvavita per Covid-19 e garantire l’accesso al popolo americano».

Cristina Gauri

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