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Roma, 1 giu – Dilaga la protesta negli Stati Uniti per la morte di George Floyd. Manifestazioni, tafferufli, saccheggi, devastazioni si susseguono ormai da giorni in diverse città americane. Parlare insomma di contestazioni pacifiche è tutto tranne che conforme alla realtà dei fatti. Ma se non è la prima volta che negli Usa scoppiano rivolte in seguito a un’azione violenta della polizia, in questo caso la situazione si sta facendo sempre più esplosiva. Complice con tutta evidenza anche l’odio nei confronti di un governo (e soprattutto del suo leader) da parte della gran parte di coloro che si stanno ribellando nelle ultime ore. E’ chiaro insomma che la protesta sta andando oltre la rabbia per la morte di Floyd e non mancano coloro che soffiano sul fuoco.



Assalto alla Casa Bianca

A tal punto che la Casa Bianca è stata letteralmente presa d’assalto, con circa cinquanta agenti del Secret Service rimasti feriti durante gli scontri nella notte tra domenica e lunedì nei pressi della residenza di Donald Trump. Un assalto che ha tra l’altro indotto la stessa agenzia che si occupa della sua protezione a condurre il presidente degli Stati Uniti nel bunker sotterraneo insieme alla famiglia. Un fatto piuttosto clamoroso perché qualcosa di analogo non accadeva dal settembre 2001, quando si temeva un nuovo attacco terroristico (in seguito a quello alle Torri Gemelle e al Pentagono) e il vice presidente Dick Cheney venne condotto nel bunker per sicurezza. Un fatto quindi che la dice lunga sul livello di tensione raggiunto. Stando a quanto riferito dalla Cnn sarebbero circa 4mila le persone arrestate sinora e ben 26 Stati americani che hanno attivato la Guardia nazionale per contenere le proteste o in alcuni casi scoraggiarle il più possibile.

Tre morti e decine di agenti feriti

Si è aggravato inoltre il bilancio dei morti negli scontri: due persone sono decedute in Iowa, a Davenport. A renderlo noto è stato il capo della polizia di Davenport, Paul Sikorski, pur non avendo chiarito le circostanze esatte che hanno provocato la morte delle due persone. Lo stesso Sikorski ha dichiarato che tre agenti sono stati aggrediti a colpi di arma da fuoco durante un’attività di pattugliamento, con la loro auto raggiunta dagli spari. Un agente è rimasto ferito e in seguito la polizia è riuscita ad arrestare due uomini, probabili autori dell’attacco armato. Ma quanto accaduto in Iowa è soltanto uno dei tanti gravissimi episodi delle ultime ore. A Boston molti agenti sono rimasti feriti, con una ventina di auto della polizia danneggiate. Mentre a Louisville, in Kentucky, c’è stato un altro morto durante un scontro a fuoco tra forze dell’ordine e manifestanti. ”Ieri notte, intorno a mezzanotte, sappiamo che mentre erano impegnati a disperdere la folla, la polizia e la Guardia nazionale del Kentucky hanno risposto al fuoco causando un morto”, ha scritto in una nota il governatore del Kentucky, Andy Beshear. “Data la gravità della situazione, ho autorizzato la polizia di stato del Kentucky a indagare in maniera indipendente sull’evento”, ha dichiarato Beshear. “Data la gravità della situazione, ho autorizzato la polizia di stato del Kentucky a indagare in maniera indipendente sull’evento”, ha poi aggiunto il governatore.

Trump accusa ancor Biden e gli Antifa

Intanto Trump continua a tirar fuori cinguettii infuocati su Twitter e oggi ha attaccato a gamba tesa il rivale democratico Joe Biden: “Il popolo dell’addormentato Joe Biden (‘sleep Joe Biden’ è un’espressione che il presidente repubblicano usa da tempo, ndr) è talmente di sinistra che sta lavorando per far uscire di galera gli anarchici. Joe non ne sa nulla, è all’oscuro, ma saranno (loro) il vero potere, non Joe. Comanderanno loro il gioco! Grandi aumenti fiscali per tutti, ancora!”, ha tuonato Trump. “Queste erano le persone che hanno distrutto Seattle anni fa (durante le proteste no global del novembre 1999). Chi paga queste persone? Sono rimasto inorridito nel sapere che 13 membri dello staff di Joe Biden hanno donando soldi per salvare le persone a Minneapolis. Avrebbero dovuto rimanere in prigione fino a quando questo non sarà finito (e oltre)”, ha scritto ancora il presidente Usa. Sempre oggi, su Twitter, Trump è tornato ad attaccare a gamba tesa il collettivo Antifa, che vuole mettere fuori legge: “Non vedo alcuna indicazione che ci siano gruppi bianchi suprematisti che si mescolano (alle manifestazioni di protesta, ndr). Questa è un’organizzazione Antifa. La prima volta che l’abbiamo visto in modo importante è stato con Occupy Wall Street. È la stessa mentalità”.

Eugenio Palazzini



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