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Roma, 25 nov – Siamo andati a ritroso nei post pubblicati su Twitter da Angela Caponnetto, giornalista di Rainews e spesso presente a bordo delle navi delle Ong davanti alle coste libiche, per verificare se c’era traccia delle “comunicazioni sottobanco” ricevute dalle Forze dell’ordine, che la stessa aveva millantato durante la conferenza della Ong italiana Mediterranea. Peraltro, la Caponnetto ha partecipato più volte alle missioni della Ong capitanata da Luca Casarini, anche divulgando fake news come quando definì medico Giulia Berberi, poi scopertasi odontoiatra.



Le immagini non ufficiali nei tweet di Angela Caponnetto

Scorrendo la timeline di Angela Caponnetto fino al 14 marzo 2020, troviamo un tweet che recita: “Altre due imbarcazioni con circa 60 persone ciascuno a bordo sono in viaggio tra Libia, Malta e Lampedusa in zona Sar maltese. La Valletta ha preso in carico il coordinamento dei tre eventi” in cui viene taggato il centralino “salva migrantiAlarm Phone, fondato da padre Mussie Zerai, accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. La giornalista di Rainews ha pubblicato anche due immagini provenienti dalle comunicazioni che vengono condivise in diretta, nel caso di barconi degli immigrati alla deriva, da Frontex (Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera), dalla Guardia Costiera italiana (Mrcc di Roma) e dalla missione europea European Union Naval Force Mediterranean.

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Il giorno precedente, la Caponnetto aveva pubblicato un altro tweet con un’altra segnalazione in merito ad un barcone di immigrati alla deriva, sempre citando Alarm Phone, corredato da un’altra immagine proveniente dalle comunicazioni in diretta delle autorità militari europee.

Il 9 gennaio 2020, Angela Caponnetto pubblica su Twitter un post in cui scrive: “Due barche partite dalla Libia. Una intercettata da motovedetta Guardia Costiera libica. Un’altra si avvia verso nord con a bordo donne e bambini: forse libici. Alle ore 18 era a 104 miglia nautiche da Lampedusa: meteo non proprio favorevole. Foto esclusive Rainews”. Quelle foto sono istantanee dei video provenienti dai monitor di Frontex e vengono condivise dalle autorità nazionali impegnate nel pattugliamento e nel salvataggio di quel tratto di mare, in questo caso il Mediterraneo centrale.

Guardia Costiera e Frontex confermano la fuga di informazioni

Il materiale fotografico e video e di Frontex e della Guardia Costiera italiana viene solitamente diffuso ai giornalisti accreditati con il logo impresso su ogni documento. Per questo motivo e alla luce della dichiarazione di Angela Caponnetto, ovvero “un ringraziamento a quelle poche forze dell’ordine che ci hanno dato comunicazioni sottobanco e che continuano a lavorare con le Ong anche se hanno ordini diversi”, abbiamo chiesto chiarimenti alla Guardia Costiera e all’Agenzia europea. Il comando generale delle Capitanerie di porto ha negato categoricamente che le immagini, condivise dalle Caponnetto, siano state diffuse alla stampa. Parimenti, Frontex ha dichiarato che “l’Agenzia non rilascia questo tipo di informazioni al pubblico” e che “si possa presumere che quelle foto siano trapelate”. A tal proposito, Frontex ha affermato di essere “a conoscenza della fuga di informazioni” e che sta investigando in merito.

Quindi, è stato confermato che le immagini pubblicate dalla Caponnetto non provengano da canali ufficiali e che le siano state fornite personalmente da qualche contatto interno alle suddette autorità. Di quante “comunicazioni sottobanco” è entrata in possesso la giornalista di Rainews, che peraltro è organica alle Ong?

Interrogazioni parlamentari e l’inchiesta di Frontex

Dopo quanto rivelato da Angela Caponnetto sulle talpe nelle forze dell’ordine che forniscono “comunicazioni sottobanco” alle Ong, Giorgia Meloni e alcuni esponenti della Lega, come Guglielmo Picchi, hanno annunciato tempestive interrogazioni parlamentari al ministro Luciana Lamorgese. Presumibilmente, all’inchiesta interna aperta da Frontex seguiranno quelle della Guardia Costiera italiana e della Guardia di Finanza, le cui imbarcazioni sono impegnate attivamente nel Mediterraneo nel soccorso alle imbarcazioni degli immigrati e che condividono con l’Agenzia europea lo stesso “monitor” che trasmette le comunicazioni in diretta sulle coordinate dei barconi.

Francesca Totolo

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1 commento

  1. Articolo come sempre inataccabile……….. invasione africano-islamista e sostituzione razziale ai danni della popolazione di stirpe italica……….. tutto pianificato e studiato a tavolino da un gruppo di esseri rancorosi ed incapaci di costruire……….. sanno solo distruggere , questi personaggi schifano e sputano sugli italiani ………

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