Il momento di scegliere il commercialista può essere per molti versi critico: considerato che in gioco c’è la buona riuscita della tua attività imprenditoriale, forse il miglior consiglio che dovresti accettare è, quindi, quello di non avere fretta e valutare attentamente tutte le alternative che hai a disposizione. Qui di seguito proveremo ad analizzare insieme, però, tre fattori non indifferenti di cui tenere conto per essere sicuri di affidarsi al professionista o allo studio giusto.



Come scegliere il commercialista in tre semplici mosse

Sei un privato? O lavori da libero professionista? Oppure ancora sei titolare di un’azienda e, in questo caso, di che tipo di azienda si tratta (startup, PMI, azienda a conduzione familiare, eccetera)? Una prima considerazione da fare nello scegliere il commercialista ha a che vedere direttamente con il perché hai bisogno di farti seguire da un consulente. Tieni conto in questo senso che non esistono solo scadenze e adempimenti fiscali, ma il tipo di consulenza di cui ha bisogno un freelance è molto diverso da quella di cui ha bisogno un’azienda con decine di dipendenti e che non può permettersi ritardi a fine mese con buste paga e simili. Gli studi di commercialisti più grandi e con più collaboratori seguono in genere anche tipologie di clienti diversi, ma se hai intenzione di rivolgerti a un singolo professionista faresti meglio a controllare che segua già e sia specializzato in startup e, ancor meglio, in startup innovative, se è questo il tuo caso.

Con il concetto di specializzazione, per altro, faresti meglio a familiarizzare presto se ti trovi a dover scegliere il commercialista. C’è tra gli addetti ai lavori, infatti, una prassi piuttosto comune ed è quella di selezionare i clienti in base al settore in cui operano e di prendere effettivamente in carico solo quelli più affini alle proprie competenze ed esperienze pregresse. Vuol dire, molto più pragmaticamente, che ci sono commercialisti che seguono quasi solo professionisti sanitari e studi, come Nuova Holding, che si sono specializzati soprattutto negli ultimi anni nella consulenza a trecentosessanta gradi a chi vuole iniziare un business digitale o, più nello specifico, aprire un e-commerce. Ciò è, dal lato cliente, soprattutto una garanzia che il professionista sia sempre aggiornato sulle ultime novità fiscali del settore o più esperto e abile, per esempio, nell’accedere ad agevolazioni e sgravi, indispensabili per il proprio business.

A volte a spaventare di più nello scegliere il commercialista potrebbe essere, infine, la parcella. Il costo di un commercialista – che va comunque concordato in anticipo, meglio se tramite apposito accordo o contratto scritto – non dovrebbe influenzare, però, altre valutazioni come la vicinanza “geografica” con il professionista e la possibilità di prenotare un appuntamento anche all’ultimo momento in caso di emergenza. Googlare  “commercialista Roma” e sfoltire la lista di alternative a partire dagli studi che sono suggeriti sulle mappe come i più vicini alla propria sede o al proprio ufficio è, in altre parole, un buon punto di partenza per essere sicuri di poter raggiungere in ogni momento, e non solo telefonicamente, il proprio consulente. 

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