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Roma, 14 lug – E’ il giorno di Autostrade, forse. Dopo la voce grossa e i consueti annunci roboanti, oggi Giuseppe Conte aprirà il Consiglio dei ministri con un’informativa sul caso Aspi, l’azienda concessionaria della rete autostradale, controllata dal gruppo Atlantia della famiglia Benetton. Se ieri il premier in interviste varie ha tuonato contro Autostrade, dicendo che prendeva in giro gli italiani e lasciando intendere di aver deciso per la revoca della concessione, oggi le cose andranno in modo del tutto diverso. Sì, perché il Cdm non sarà affatto risolutivo. E la revoca inoltre non è affatto scontata. Anzi, secondo alcuni analisti è soltanto lo spettro agitato nel braccio di ferro con i Benetton per farli uscire da Aspi. Nella maggioranza giallofucsia inoltre ci sono due fronti: il M5S, come è noto, chiede la revoca oppure che i Benetton escano totalmente da Aspi; Pd e Italia Viva sono per soluzioni meno drastiche, come l’ingresso di Cassa depositi e prestiti e una nazionalizzazione “light” dell’azienda.

Oggi il premier non deciderà niente

In ogni caso, oggi Conte non deciderà niente. E il quadro resta molto complesso: se i Benetton parlano di rischi per i 7mila dipendenti di Aspi – mentre il loro titolo ieri è sprofondato in Borsa – e di un possibile default, che costerebbe 19 miliardi, a conti fatti una revoca comporterebbe un contenzioso lungo e molto costoso per lo Stato (si parla di 13 miliardi).

Possibile commissariamento dell’azienda

Una soluzione intermedia tra le due proposte opposte in seno alla maggioranza, secondo quanto riportano il Corriere della Sera e altri giornali, è quella di un commissariamento dell’azienda. Opzione che servirebbe innanzitutto a prendere (altro) tempo. Ipotesi che è più che plausibile, considerato che sono due anni – da quando è crollato il ponte Morandi – che il governo Conte rimanda la decisione sulla revoca della concessione.

Il premier mette le mani avanti: “Decisione sarà collegiale”

Significativo in tal senso che ieri persino la cancelliera tedesca Angela Merkel, in occasione di un incontro con Conte, gli abbia detto: “Si è parlato tanto di autostrade oggi qui. Sono proprio curiosa di sapere come andrà questo Consiglio dei ministri di domani“. Il silenzio del presidente del Consiglio vale mille parole: altro che toni da duro del giorno prima. “La decisione sarà collegiale“, aveva chiarito Conte pochi minuti prima parlando con i giornalisti. E per arrivare a una revoca la strada è in salita, molto in salita: il Pd è spaccato ma Iv è contraria. Isolati, i 5 Stelle continuano a minacciare che su Autostrade non arretreranno di un millimetro. Una storia che abbiamo già sentito. In ogni caso, Conte ha già dismesso i panni del duro e si è subito ricomposto adottando la linea attendista. La stessa che va avanti da due anni, mentre i familiari delle 43 vittime del ponte Morandi – per esempio – chiedono giustizia. E basterebbe già solo questo per revocare la concessione ai Benetton.

Adolfo Spezzaferro

5 Commenti

  1. È sicuramente uno schifo, che dei disonesti criminali omicidi non si riesca ad estrometterli dalla gestione d’un assetto strategico, come sono le autostrade. Ma lo schifo nello schifo é lassordante silenzio di tutte le anime belle, di tutti gli intellettualoidi, di tutti gli oracoli, su carta o sul web, di solito usi a mobilitarsi entusiasticamente per le più insignificanti, demenziali cause… Ma stavolta sono colpevoli gli arcobalenici e sardiniformi benetton: tutti zitti, tutti in buca, tanto, prima o poi, la tempesta passa… andrà tutto in prescrizione: gli amici sanno come fare… Mica c’è da crocifiggere qualche fascio, topo di fogna!