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Roma, 14 lug – A conclusione del suo tour europeo in vista del Consiglio Ue del 17 e 18 luglio, Giuseppe Conte incontra Angela Merkel in Germania e capitola su tutta la linea. E lo fa pure con convinzione e slancio entusiastico. Sì, perché in sostanza il premier dopo aver preso più porte in faccia sul Recovery fund, compresa quella della cancelliera, per chiudere in bellezza sul fronte dei soldi Ue che l’Italia vorrebbe chiedere ha detto che è giustissimo avere tutti i controlli del caso su come verrebbero spesi i fondi. Insomma – è questa la linea di Conte -, ben venga la Troika una volta attivato il Mes (perché anche se non viene nominato, di questo si parla). Ma andiamo per ordine.

Il premier si arrende alle condizioni della Germania e della Ue

Nella residenza estiva del governo tedesco di Meseberg, a 65 chilometri da Berlino, Conte e la Merkel hanno avuto un bilaterale in vista delle trattative per i soldi Ue per l’emergenza pandemia. A dispetto della cornice elegante del castello barocco nel Brandeburgo e delle foto di rito in cui traspare un’atmosfera rilassata, l’incontro segna una resa dell’Italia alle condizioni poste dalla Germania e dalla Ue. Infatti il premier ha provato a chiedere che i soldi del Recovery fund non venissero gestiti dal Consiglio Ue, incappando quindi nel veto dei Paesi membri. Ma la Merkel ha difeso la linea del presidente del Consiglio Ue Charles Michel. Proposta che – ha sottolineato la cancelliera – “prevede che i singoli Stati membri, sulla base del semestre europeo, trattino con la Commissione su come spendere i soldi del Recovery fund e poi il Consiglio europeo deve decidere, con maggioranza qualificata. E’ una buona soluzione che potrei sostenere perché so che Conte ha dimostrato di essere proattivo con la sua agenda di riforme, su come uscire dalla situazione. Anche noi rifletteremo ma la proposta di Michel non è un ostacolo, va bene”. Insomma, il messaggio è: visto che Conte è così bravo con le riforme, non deve temere il Consiglio Ue. Messaggio che per va letto anche in chiave di avvertimento: ossia senza misure lacrime e sangue da parte del governo niente soldi. I soliti diktat Ue, insomma.

Così i Paesi “frugali” possono rovinare l’Italia

In soldoni, peraltro, la soluzione proposta da Michel permetterebbe ai falchi del nord – i cosiddetti Paesi “frugali” secondo la stampa indulgente con il governo giallofucsia e i filo-Ue – di bloccare i soldi per l’Italia o di chiedere di ricorrere a ogni possibile condizionalità e controllare come verrebbero spesi. Basterebbe che questi Paesi, anche piccoli, rappresentassero il 35 per cento della popolazione europea: un chiaro regalo a Paesi Bassi, Austria e simili. Quindi su questo fronte, la Merkel ha risposto “nein” a Conte.

La cancelliera ammette: “Non basterà il prossimo vertice per raggiungere un accordo”

In ogni caso – è questo il punto – la cancelliera ha fatto presente che il prossimo Consiglio Ue non sarà risolutivo, anzi. “Non so se raggiungeremo un accordo nel vertice di venerdì e sabato. Qui siamo solo in due, lì saremo 27 leader e serve l’unanimità… Sarei lieta se bastasse un vertice, ma può darsi che sia necessario incontrarci un’altra volta prima dell’estate”, ha ammesso la Merkel.

La resa del premier: “Giusto il monitoraggio su come spendere i soldi”

Poi Conte si è detto pronto ad ogni controllo su come il governo giallofucsia spenderà i soldi (del Mes?): “L’Italia è per criteri di spesa chiari e trasparenti, in un quadro europeo di solidarietà comune, non stiamo chiedendo fondi per utilizzarli in modo arbitrario, discrezionale sì ma non arbitrario. Stiamo lavorando a piano di rilancio e vogliamo che ci sia un costante monitoraggio, siamo ambiziosi e accettiamo la sfida, ci sia coerenza tra programmi anticipati e la loro attuazione”. E’ proprio il premier a chiedere che la Ue e i vari Rutte gli facciano le pulci su come spenderà i soldi. Come se non bastasse, poi, Conte ha affermato convinto che “il monitoraggio deve esserci, è giusto si controlli per assicurare la qualità della spesa, su questo non voglio transigere“. Lui non vuole transigere…

Con queste premesse, tenendo conto del fatto che per stessa ammissione della Merkel al prossimo Consiglio Ue non si deciderà niente sul fronte del Recovery fund, appare evidente che Conte sia intenzionato a gettare l’Italia nella trappola del Mes, il Fondo salva Stati ad hoc per le spese sanitarie dell’emergenza coronavirus. Fondo che a dispetto del nome gli Stati li rovina.

Adolfo Spezzaferro

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