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Roma, 20 dic – E’ ufficiale: il Movimento 5 Stelle vuole far processare Matteo Salvini, per colpire così l’avversario politico alla maniera della sinistra, tramite magistratura. A dirlo non è soltanto il capo politico Luigi Di Maio, ma anche il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. “Come ministro non posso commentare indagini in corso – è la premessa del Guardasigilli, che poi invece commenta -. Io posso constatare che per il M5S è una vicenda diversa da quella della Diciotti e Di Maio ha già detto che ci sono i presupposti per dare parere favorevole al processo“. Così il ministro grillino ai microfoni di Circo Massimo. Rispondendo alla domanda se sul caso della Gregoretti c’era stata una decisione collegiale, Bonafede ribadisce la linea “manettara” dei 5 Stelle: “Confermo quello che ha detto Di Maio. C’erano presupposti diversi perché c’era la possibilità della ridistribuzione nei diversi Paesi”.

Salvini: “Bonafede disastroso, si dimetta”

“Il signor Bonafede è coerentemente disastroso. Mentre con la sua ‘riforma’ si prepara a tenere sotto processo a vita milioni di Italiani, l’incapace Bonafede invoca il processo per Salvini. Condivido la richiesta avanzata dagli avvocati italiani a Bonafede: dimissioni!”. E’ la replica del leader della Lega Matteo Salvini. “E’ irrinunciabile una riforma della giustizia ma non alla Bonafede per cui ci sono 60 milioni di italiani sotto potenziale processo. E’ una barbarie, una schifezza“, rincara la dose nel corso di un incontro ad Aosta.

La rabbia del leader leghista

Salvini in merito alla possibilità di finire sotto processo per il caso Gregoretti ha commentato: “Idealmente in quel tribunale ci saranno con me milioni di italiani“. Circa il voltafaccia dei 5 Stelle – su presupposti che non stanno in piedi, visto che il caso è identico alla vicenda Diciotti e che il governo gialloverde era d’accordo sulla linea dei porti chiusi – il leader del Carroccio aggiunge: “È una cosa surreale. Per un certo verso, anche se gli avvocati mi suggeriscono il contrario, sarei curioso di finire in Aula. Di Maio ha cambiato idea sui miei processi come l’ha cambiata su tante altre cose“.

Il 20 gennaio il voto della Giunta per l’autorizzazione a procedere

Il 20 gennaio si voterà l’autorizzazione a procedere nei confronti dell’ex ministro dell’Interno, e intanto Palazzo Chigi ha fatto sapere che il caso non sarebbe stato mai discusso in Consiglio dei ministri (perché non c’era nulla discutere, aggiungiamo noi). “A me dispiace quando ci sono persone che perdono l’onore. È chiaro che per non litigare con il Pd loro si rimangiano tutto quello che avevano detto e fatto“, è l’attacco di Salvini.

Perché il caso Gregoretti non è diverso da quello Diciotti

Come è noto, la Procura di Catania aveva chiesto l’archiviazione del caso Gregoretti: nessun sequestro di persona per la nave con a bordo i clandestini, in attesa di ottenere l’autorizzazione a sbarcare. Il pm Andrea Bonomo scriveva che “le dichiarazioni del prefetto Piantedosi (capo di gabinetto del Viminale) relativamente alla competenza e responsabilità per l’assegnazione del POS (punto di attracco sicuro), sono da ritenersi generiche e non idonee a modificare tutti gli altri dati acquisiti sia nel presente procedimento che in quello relativo al cosiddetto caso Diciotti”. Tuttavia i giudici del Tribunale dei ministri, sempre di Catania, non erano d’accordo e hanno chiesto l’autorizzazione a procedere. Salvini viene pertanto accusato di “sequestro di persona aggravato e abuso di potere”, perché da ministro dell’Interno poteva “limitare o vietare l’ingresso, il transito o la sosta di navi nel mare territoriale, salvo che si tratti di naviglio militare o di navi in servizio governativo non commerciale, per motivi di ordine e sicurezza pubblica”. Fonti della Lega intanto fanno sapere che per sbloccare il caso Gregoretti “ci furono numerose interlocuzioni tra Viminale, presidenza del Consiglio, ministero degli Affari Esteri e organismi comunitari”. Quindi se Salvini è colpevole, lo sono anche il premier Conte e tutti i ministri coinvolti nella vicenda.

Adolfo Spezzaferro

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