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Roma, 20 dic – Quello contro Salvini è “un attacco politico”, sferrato contro un ministro dell’Interno che ha semplicemente “assicurato la sovranità dello Stato nelle sue acque territoriali”. L’ammiraglio Nicola De Felice smonta l’impianto accusatorio del Tribunale dei ministri di Catania che, ribaltando la decisione della stessa Procura del capoluogo etneo – che aveva deciso di archiviare il procedimento – vuole processare Matteo Salvini per sequestro di persona. La vicenda fa riferimento ai 131 immigrati che nel luglio scorso vennero trattenuti per alcuni giorni a bordo della nave Gregoretti.

Anche il diritto internazionale riconosce le ragioni di Salvini

Secondo l’ammiraglio l’iscrizione di Matteo Salvini nel registro degli indagati sarebbe in netto contrasto anche con le sentenze della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (Cedu), che “hanno sempre riconosciuto il diritto dell’Italia a non fare sbarcare i migranti clandestini nei propri porti se non in caso di situazione di emergenza”, spiega in una intervista rilasciata a Prpchannel. “La stessa decisione del Tribunale dei ministri”, prosegue l’ammiraglio De Felice, “appare un inverosimile attacco politico, in quanto non tiene minimamente conto che l’ex ministro dell’Interno ha agito in quel modo garantendo la doverosa azione politica che ha permesso di assicurare la sovranità dello Stato nelle sue acque territoriali, in ossequio alla Legge del Mare delle Nazioni Unite ed al Codice della Navigazione, sulla base della tutela degli interessi nazionali definiti dell’autorità politica democraticamente eletta dal popolo sovrano, ai sensi dell’articolo 1 della Costituzione”.

Delegittimata l’azione del Pm Zuccaro

Insomma tutte le leggi, nazionali e non, giustificherebbero l’azione di Salvini. Dunque quella del Tribunale dei ministri sarebbe una forzatura tesa anche a delegittimare l’azione del Pm Zuccaro, che aveva proceduto con l’archiviazione. “Secondo l’autorevole giudizio del dottor Zuccaro”, spiega De Felice, “non ci sono dubbi: sul caso della nave Gregoretti, per Salvini andava chiesta l’archiviazione”. Così si legge nella parte finale del documento firmato da Zuccaro: “Si ritiene che l’avere prolungato per circa tre giorni la permanenza a bordo della nave Gregoretti dei migranti salvati in mare da unità militari italiane – garantendo comunque loro assistenza medica, viveri e beni di prima necessità, e consentendo l’immediato sbarco di coloro che presentavano seri problemi di salute e dei minorenni – e ferma restando l’intenzione ministeriale di assegnare il Pos in tempi brevi consentendo lo sbarco ed il trasferimento in “hotspot” per la fase di identificazione, non costituisca una illegittima “privazione” della libertà personale punibile ai sensi dell’art. 605 c.p”. 

Per Carola trattamento diverso

De Felice sposa in pieno la tesi di Zuccaro e giudica un chiaro attacco politico, una forzatura, la decisione del Tribunale dei ministri. E lo fa citando anche il caso di Carola Rackete. “Nel frattempo nessuno si preoccupa del dissequestro della nave Ong Sea Watch 3 della Carola Rackete che ha infranto le norme internazionali, calpestato le leggi nazionali sulla sicurezza e speronato una nave da guerra italiana (riconosciuta dalla Cassazione), mettendo a repentaglio la vita di 5 dei nostri militari. Siamo oramai fuori da ogni oggettiva logica del buon senso!”

Davide Di Stefano

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