Roma, 27 ago – Parlano i rappresentanti del Gruppo Misto del Senato, tra cui la senatrice Loredana De Petris di Leu e Emma Bonino per + Europa. E a quanto pare se da una parte c’è un’apertura scevra da richieste di nomi di prossimi premier o ministri, dall’altro la Bonino assume un atteggiamento cauto.

De Petris (Leu): “Ci interessa programma, non nomi”

La De Petris legge un comunicato di Liberi e Uguali, in cui conferma al presidente della Repubblica l’appoggio del suo partito al fine di verificare la possibilità di un governo di svolta. “Non abbiamo esercitato veti o pregiudiziali su nomi ma abbiamo espresso preoccupazione per incertezza di questo momento” dichiara la De Petris, parlando dell’incontro con Mattarella. “E’ necessaria una discontinuità che dovrà caratterizzare la nuova maggioranza” insiste. Questa discontinuità col precedente governo “dipenderà dai programmi e non dai nomi, con segnali chiari e precisi”. Conclude quindi la De Petri: “A noi interessa il programma e non risiko dei nomi. In questo momento occorrono buon senso, coraggio e generosità”.

Bonino: “Non compriamo a scatola chiusa”


La senatrice di +Europa  Emma Bonino invece, seccamente sostiene che il suo partito “Non ha le condizioni per garantire sostegno ad un progetto di cui non si sa niente”. E dichiara:”Non compriamo a scatola chiusa. Siamo nella situazione in cui ci dobbiamo riservare di esprimere un giudizio definitivo. Lo faremo quando saranno più chiari gli obiettivi. Appoggeremo il governo in base a quanto lo stesso prospetterà”. E concluse: “Per ora l’oggetto “misterioso” sarà attraente, ma non si può accettare a scatola chiusa un governo”.

Ilaria Paoletti

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2 Commenti

  1. Ancora viva ?

    Questo giustifica il detto “sono sempre i migliori che se ne vanno”

    Manco Satana la vuole
    (per ora …. tanto è SUA per l’eternità)

  2. La pluriabortista con la pompa della bicicletta adesso addirittura fà quella che detta condizioni! Come siamo caduti in basso grazie ai seguaci del comico che hanno bloccato qualsiasi novità per una decrescita felice tranne che per i loro stipendi da parlamentari e per le loro belle pensioni.Pensioni che matureranno se non si va’ ad elezioni ed essendo loro il 34% dei parlamentari e spesso provenienti da lavori da fame vogliamo scommettere che governerebbero con chiunque?

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